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Il codice Lei: cos’è e a cosa serve

Il codice Lei: cos’è e a cosa serve

Il codice LEI (Legal Entity Identifier) è un identificativo univoco indispensabile per specifiche categorie di persone giuridiche che operano sui mercati finanziari. La sua introduzione risponde all’esigenza di rendere più trasparente e sicura l’attività di compravendita di strumenti finanziari, consentendo alle autorità e agli operatori di risalire in modo chiaro al soggetto che effettua le transazioni.

Che cos’è il codice LEI e a cosa serve?

Il codice LEI (Legal Entity Identifier) è un identificativo univoco obbligatorio per le persone giuridiche che effettuano transazioni di strumenti finanziari, come ad esempio azioni, obbligazioni, warrant, titoli di Stato e derivati. Serve a garantire la tracciabilità delle operazioni nei mercati finanziari, facilitando l’identificazione del soggetto che realizza la transazione.

Per chi è obbligatorio il codice LEI nel mercato finanziario?

Il codice LEI è obbligatorio per:

  • soggetti iscritti al Registro delle Imprese
  • filiali italiane di società estere
  • fondi di investimento gestiti da società iscritte al Registro Imprese
  • fondi pensione italiani
  • altri enti, tra cui Pubbliche Amministrazioni, Associazioni e Fondazioni

È richiesto il codice LEI anche alle persone fisiche che effettuano operazioni finanziarie?

No, non è obbligatorio per le persone fisiche neppure se realizzano transazioni di strumenti finanziari.

Quali informazioni contiene il codice LEI?

Il codice LEI racchiude vari dati, come:

  • Codice fiscale
  • Denominazione e indirizzo della sede legale
  • Forma giuridica
  • Informazioni sulla struttura societaria del richiedente

Perché gli intermediari finanziari richiedono il codice LEI?

Prima di procedere con operazioni nei mercati finanziari, come la compravendita di strumenti finanziari, gli intermediari (banche, SIM, SGR, ecc.) chiedono il codice LEI per verificare l’identità e la conformità normativa del soggetto coinvolto. È quindi uno strumento di trasparenza e sicurezza per il mercato.

Come posso richiedere il codice LEI per la mia società o ente?

Il codice LEI può essere richiesto:

  • Direttamente tramite il portale di InfoCamere dedicato al codice LEI
  • Per delega, affidando la procedura a un intermediario specializzato

Quanto dura il codice LEI e come si rinnova?

Il codice LEI ha una scadenza e deve essere rinnovato periodicamente. Ogni anno è necessario confermare o aggiornare i dati associati, affinché rimanga valido e possa continuare a essere utilizzato per le operazioni sui mercati finanziari.

Dove compare il codice LEI una volta attivato?

Una volta attivato, il codice LEI viene riportato anche nella visura camerale della società, consentendo così una consultazione immediata dei dati anagrafici e delle relative informazioni.

Conclusioni

Il codice LEI è uno strumento chiave per chi opera sui mercati finanziari in qualità di persona giuridica, poiché permette di identificare con chiarezza chi effettua transazioni di azioni, obbligazioni o altri titoli. L’obbligo di dotarsene, le modalità di richiesta e di rinnovo, oltre alla sua importanza per gli intermediari finanziari, rendono il codice LEI un elemento fondamentale in ottica di compliance e trasparenza. Per informazioni specifiche sulla tua situazione o se desideri un supporto professionale, contattami.

Fonte

Successione e donazione: le novità della riforma fiscale 2025

Successione e donazione: le novità della riforma fiscale 2025

La recente riforma fiscale, introdotta dal D.lgs. 139/2024 in vigore dal 1° gennaio 2025, ha apportato rilevanti modifiche al Testo unico sulle successioni e donazioni (Dlgs. 346/1990). Le novità riguardano, tra l’altro, la disciplina di liberalità d’uso, donazioni dirette e indirette, regimi fiscali per trust e attività imprenditoriali trasferite con patti di famiglia.

Che cosa sono le “liberalità d’uso” e perché sono escluse dall’imposta?

Le liberalità d’uso sono regali o donazioni conformi agli usi sociali, ad esempio i tradizionali regali di Natale o in occasioni particolari (feste, compleanni). La riforma conferma che queste liberalità non hanno natura donativa e pertanto non sono soggette all’imposta sulle donazioni. Restano esenti anche le liberalità finalizzate a spese di mantenimento o istruzione, oltre a donazioni di modico valore.

Come cambia la disciplina delle liberalità indirette con la riforma fiscale 2025?

Le liberalità indirette (ad esempio, l’acquisto di un bene intestato ai figli ma pagato dai genitori) sono regolamentate in modo più chiaro:

  • Il contribuente può registrarle volontariamente, beneficiando delle franchigie e delle aliquote ordinarie;
  • In caso contrario, se l’operazione non viene dichiarata, si rischia un accertamento con un’aliquota massima dell’8%, al netto della franchigia prevista.

È vero che il coacervo successorio è stato eliminato?

Sì. La riforma ha eliminato il coacervo successorio, cioè il meccanismo che cumulava le precedenti donazioni ai fini dell’imposta di successione. Tuttavia, per le donazioni rimane il cumulo ai fini dell’erosione delle franchigie disponibili.

Come vengono tassati i trust e altri vincoli di destinazione?

Con la nuova normativa, trust e vincoli di destinazione sono tassati solo in caso di effettivo arricchimento del beneficiario. L’imposta è calcolata in base al rapporto di parentela tra disponente e beneficiario, evitando prelievi anticipati sulle disponibilità non ancora effettivamente ricevute.

Quali agevolazioni sono previste per il trasferimento di aziende o partecipazioni a coniugi e discendenti?

Per le aziende, i rami d’azienda e le partecipazioni trasferiti a coniugi o discendenti tramite patti di famiglia, la riforma prevede un’esenzione dall’imposta, a patto che i beneficiari proseguano l’attività per almeno cinque anni. In caso di interruzione anticipata, possono decadere le agevolazioni con conseguente recupero dell’imposta.

Quanto tempo ho per pagare le imposte di successione e quali sono le possibilità di rateizzazione?

Le imposte di successione devono essere pagate entro 90 giorni. Se l’importo supera i 20.000 euro, è possibile rateizzare il pagamento, in modo da gestire più agevolmente il carico fiscale.

Cosa succede se commetto un errore nella dichiarazione di successione?

La riforma introduce meccanismi per correggere eventuali errori nella dichiarazione di successione, consentendo al contribuente di presentare integrazioni o modifiche senza incorrere in sanzioni gravose, purché lo faccia entro i termini e nel rispetto della normativa vigente.

Esistono agevolazioni speciali per gli eredi under 26?

Sì, la nuova normativa prevede agevolazioni per gli eredi di età inferiore a 26 anni, principalmente per lo svincolo delle attività in successione. Questo permette ai giovani beneficiari di accedere al patrimonio ereditato con minori costi o vincoli burocratici.

Conclusioni

La riforma fiscale 2025 incide notevolmente sul regime di successioni e donazioni, introducendo maggiore chiarezza in alcuni ambiti (come le liberalità indirette) e significative modifiche (eliminazione del coacervo successorio, nuove regole per trust e imprese di famiglia). Per una corretta gestione di questi passaggi patrimoniali e per sfruttare al meglio le agevolazioni e le franchigie previste, è consigliabile rivolgersi a un professionista. Per maggiori approfondimenti o consulenze personalizzate, contattami.

Consob: gli investimenti vanno affrontati con conoscenza, non come un gioco

Consob: gli investimenti vanno affrontati con conoscenza, non come un gioco

La Consob ha recentemente evidenziato i rischi della “gamification” degli investimenti, un fenomeno che rende il trading simile a un gioco, soprattutto tra i giovani.

Cosa si intende per “gamification” degli investimenti?

La gamification trasforma il trading in un’esperienza simile a un gioco, sfruttando elementi tipici delle app (notifiche, premi, classifiche) per semplificare operazioni complesse. Secondo la Consob, questo approccio attira soprattutto i giovani attraverso social media e piattaforme online, ma comporta rischi legati all’uso di denaro reale e alla superficialità decisionale.

Quali sono i vantaggi della gamification?

Aumenta la partecipazione degli investitori retail ai mercati.

Migliora la comprensione di strumenti finanziari complessi.

Offre trasparenza nella scelta di prodotti adatti al proprio profilo di rischio.

Quali rischi comporta trattare gli investimenti come un gioco?

Decisioni impulsive: notifiche e interfacce intuitive spingono a operare senza analisi approfondite.

Effetto gregge: emulare strategie di successo altrui (es. casi come GameStop nel 2021) può generare bolle speculative.

Esposizione a fin-influencer: promozioni su social media spesso mancano di trasparenza, esponendo a informazioni fuorvianti.

Perché il caso GameStop è un esempio emblematico?

Nel 2021, l’azione GameStop ha subito un’impennata artificiosa grazie alla coordinazione di acquisti su forum e social media. Questo dimostra come la gamification e l’effetto gregge possano distorcere i mercati, esponendo gli investitori a perdite improvvise quando le bolle si sgonfiano.

Chi sono i fin-influencer e perché sono rischiosi?

I fin-influencer promuovono strategie di investimento sui social media, spesso senza qualifiche riconosciute o disclosure chiare. La Consob sottolinea che seguire i loro consigli può portare a scelte basate su informazioni incomplete o distorte.

Come proteggersi dai rischi della gamification?

Formazione: studiare i prodotti finanziari prima di investire.

Verifica delle fonti: diffidare di consigli non supportati da dati oggettivi.

Pianificazione: definire obiettivi di lungo termine e un profilo di rischio realistico.

Cosa raccomanda la Consob agli investitori?

L’autorità invita a evitare approcci superficiali e a considerare gli investimenti come scelte consapevoli, non come giochi. Ribadisce l’importanza di:

Ignorare pressioni sociali o promesse di guadagni rapidi.

Comprendere i prodotti acquistati.

Valutare la reputazione delle piattaforme utilizzate.

Conclusioni

La gamification può avvicinare nuovi investitori, ma richiede cautela.

Successioni ed eredità: come proteggere i minori nell’accettazione dell’eredità

Successioni ed eredità: come proteggere i minori nell’accettazione dell’eredità

Nel diritto civile italiano, l’accettazione dell’eredità è un passaggio fondamentale per acquisire il patrimonio del defunto. Questo processo diventa particolarmente delicato quando coinvolge soggetti vulnerabili, come i minori.

L’eredità si acquisisce automaticamente alla morte del defunto?

No, in Italia l’eredità non si acquisisce automaticamente con la morte del defunto. È necessaria un’accettazione formale da parte dei chiamati all’eredità, sia per legge che per testamento.

Qual è la differenza tra eredità e legato?

L’eredità deve essere accettata formalmente, mentre il legato si trasferisce automaticamente al beneficiario senza bisogno di accettazione.

Quali sono le modalità di accettazione dell’eredità?

L’accettazione può avvenire in due modi:

Con beneficio di inventario: l’erede risponde dei debiti solo nei limiti del valore dei beni ricevuti. Questo richiede una dichiarazione formale davanti a un notaio o al tribunale, seguita dalla redazione di un inventario.

Pura e semplice: il patrimonio ereditato si unisce a quello personale dell’erede, che risponde anche di eventuali debiti del defunto.

Chi è obbligato per legge ad accettare con beneficio di inventario?

Alcuni soggetti devono obbligatoriamente accettare l’eredità con beneficio di inventario. Tra questi:

  • Minori
  • Interdetti
  • Minori emancipati
  • Enti giuridici e associazioni

Un’accettazione diversa da questa è considerata nulla e priva di effetti.

Come deve avvenire l’accettazione dell’eredità per un minore?

L’accettazione dell’eredità da parte di un minore deve essere effettuata tramite il suo rappresentante legale (genitore o tutore), previa autorizzazione del giudice tutelare.

Cosa succede se non viene formato l’inventario dopo l’accettazione?

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, se dopo l’accettazione con beneficio di inventario non viene redatto l’inventario, il minore diventa comunque erede e, una volta raggiunta la maggiore età, non potrà più rinunciare all’eredità.

Quali sono i passi pratici per accettare un’eredità con beneficio di inventario?

Richiedere l’autorizzazione al giudice tutelare.

Effettuare la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario davanti a un notaio o al tribunale.

Redigere l’inventario dei beni ereditati.

Conclusione

Proteggere i minori nell’accettazione dell’eredità è un aspetto cruciale del diritto successorio. Seguire le procedure corrette, come l’accettazione con beneficio di inventario, garantisce che il minore non sia esposto a rischi finanziari in futuro.

La Bolla dei Tulipani (1637): L’ascesa e il crollo della prima bolla speculativa della storia

La Bolla dei Tulipani (1637): L’ascesa e il crollo della prima bolla speculativa della storia

La Bolla dei Tulipani del 1637 rappresenta uno degli episodi più affascinanti e istruttivi della storia economica. Questo fenomeno, spesso considerato la prima bolla speculativa documentata, avvenne nei Paesi Bassi nel XVII secolo, un periodo in cui la Repubblica olandese stava vivendo il suo “Secolo d’Oro”. Di seguito analizziamo come nacque, le dinamiche che portarono all’impennata dei prezzi, le cause del crollo e le lezioni che possiamo trarne oggi.

Origini della Bolla dei Tulipani

I tulipani furono introdotti nei Paesi Bassi alla fine del XVI secolo, provenienti dalla Turchia. Con il loro aspetto esotico e la difficoltà di coltivazione, questi fiori divennero rapidamente uno status symbol tra l’élite olandese. La crescente domanda per alcune varietà rare di tulipani, come il “Semper Augustus”, spinse i prezzi sempre più in alto.

La bolla ebbe origine in un contesto di prosperità economica: i Paesi Bassi erano il centro del commercio internazionale, con una classe mercantile benestante e un sistema finanziario avanzato. I tulipani divennero oggetto di speculazione, con mercanti, artigiani e persino contadini che cercavano di trarre profitto da questa nuova mania.

Le motivazioni dietro le quotazioni esorbitanti:

  • Esclusività e rarità: Le varietà più rare di tulipani, caratterizzate da colori unici e motivi particolari, erano incredibilmente difficili da coltivare, rendendole estremamente desiderabili.
  • Euforia collettiva: L’entusiasmo crescente attorno ai tulipani portò molte persone a investirci, nella convinzione che i prezzi sarebbero continuati a salire.
  • Speculazione a breve termine: Le compravendite si concentrarono sempre più sui contratti a termine, che permettevano di acquistare bulbi senza pagare immediatamente. Questo meccanismo ridusse il rischio percepito e incentivò l’azzardo speculativo.
  • Imitazione sociale: L’acquisto di tulipani divenne un fenomeno di moda e di status sociale, spingendo anche chi non aveva esperienza di mercati a partecipare.

L’impennata dei prezzi e la reazione della società

A metà degli anni 1630, i prezzi dei tulipani raggiunsero livelli stratosferici. Alcuni bulbi rari venivano scambiati per somme equivalenti al salario annuale di un artigiano o persino al valore di una casa di lusso. Questa euforia non si limitava alle classi alte: anche persone di modeste condizioni cercavano di arricchirsi rapidamente.

La società olandese iniziò ad adottare meccanismi sempre più complessi per facilitare il commercio, inclusi mercati dedicati e strumenti finanziari come i contratti futures. Tuttavia, questi stessi strumenti contribuirono a gonfiare ulteriormente la bolla, aumentando l’instabilità.

Lo scoppio della bolla

Nel febbraio 1637, la fiducia nel mercato si incrinò. Un’asta di tulipani si concluse senza acquirenti, scatenando il panico. Gli investitori iniziarono a liquidare i bulbi, causando un crollo dei prezzi. In poche settimane, il valore dei tulipani crollò fino al 90%, lasciando molti in rovina.

Le cause principali dello scoppio includono:

  • Esaurimento della domanda: I prezzi erano diventati così alti da scoraggiare nuovi acquirenti.
  • Paura collettiva: La perdita di fiducia si propagò rapidamente, amplificando il panico.
  • Speculazione insostenibile: Molti contratti futures erano basati su aspettative irrealistiche.

Implicazioni sociali e finanziarie

Il crollo ebbe effetti devastanti su molti investitori, ma le conseguenze sull’economia olandese nel suo complesso furono limitate. Questo perché la maggior parte delle transazioni speculative riguardava una piccola parte della popolazione. Tuttavia, l’episodio lasciò un segno nella cultura olandese, diventando un ammonimento contro l’eccesso di avidità e speculazione.

Come riconoscere una bolla speculativa:

  • Euforia collettiva: Un entusiasmo irrazionale e diffuso per un particolare asset.
  • Valutazioni distaccate dai fondamentali: Prezzi che crescono molto più rapidamente del valore intrinseco dell’asset.
  • Afflusso di investitori inesperti: La partecipazione di persone senza competenze specifiche nel mercato.
  • Innovazioni finanziarie mal comprese: Strumenti o meccanismi che favoriscono il rischio speculativo.
  • Dipendenza da nuovi acquirenti: Prezzi sostenuti solo dalla crescita continua della domanda.

Gestire una bolla finanziariamente

  • Diversificare il portafoglio: Evitare di concentrare gli investimenti in un unico settore o asset.
  • Valutare i fondamentali: Assicurarsi che il prezzo sia giustificato da dati economici solidi.
  • Evitare l’effetto gregge: Non seguire ciecamente le tendenze di mercato.
  • Stabilire limiti di perdita: Imporre soglie oltre le quali disinvestire per minimizzare le perdite.
  • Mantenere una visione di lungo termine: Evitare di investire basandosi esclusivamente sulle fluttuazioni a breve termine.

Conclusione

La Bolla dei Tulipani rimane una lezione universale sul pericolo della speculazione e delle euforie collettive. Comprendere i segnali di una bolla e adottare un approccio razionale agli investimenti sono strumenti essenziali per proteggere il proprio patrimonio e prendere decisioni finanziarie oculate.

Quando è il momento giusto per fare un Financial Plan Assessment?

Quando è il momento giusto per fare un Financial Plan Assessment?

Un Financial Plan Assessment è uno strumento estremamente versatile e può essere effettuato in qualsiasi momento della vita, ma ci sono fasi e situazioni specifiche in cui diventa particolarmente strategico. Di seguito, i principali momenti in cui è consigliabile valutare o rivedere il proprio piano finanziario:

All’inizio della carriera lavorativa

Quando si entra nel mondo del lavoro, si apre una fase cruciale per gettare le basi di un futuro finanziario solido. Un Financial Plan Assessment aiuta a:

  • Stabilire obiettivi chiari di risparmio e investimento;
  • Creare un budget sostenibile per evitare il sovraindebitamento;
  • Sfruttare strumenti finanziari a lungo termine, come piani pensionistici integrativi o investimenti a rendimento composto.

In questa fase, anche piccoli passi possono avere un impatto significativo sul futuro.

Prima di grandi cambiamenti nella vita personale

Eventi come il matrimonio, la nascita di un figlio o l’acquisto di una casa portano con sé cambiamenti importanti sia a livello personale che finanziario. In questi momenti, un Financial Plan Assessment è fondamentale per:

  • Pianificare spese straordinarie;
  • Garantire una protezione finanziaria adeguata per la famiglia (es. assicurazioni sulla vita e piani di risparmio per l’istruzione dei figli);
  • Adattare il piano finanziario alle nuove priorità.

Quando si avvicina il momento della pensione

La pianificazione per la pensione richiede attenzione e strategie ben definite, soprattutto quando si è a pochi anni dal termine dell’attività lavorativa. Un FPA in questa fase aiuta a:

  • Calcolare il reddito necessario per mantenere lo stile di vita desiderato;
  • Verificare se le risorse accumulate (es. fondi pensione, risparmi, investimenti) sono sufficienti a coprire le esigenze future;
  • Ottimizzare il portafoglio di investimenti per ridurre i rischi e proteggere il capitale.

In caso di modifiche significative al reddito o al patrimonio

Un cambiamento improvviso nella situazione finanziaria, come un aumento di reddito, un’eredità, la vendita di un immobile o una crisi economica personale, è il momento ideale per un FPA. Questo permette di:

  • Riadattare il piano agli obiettivi aggiornati;
  • Proteggere e valorizzare i nuovi asset;
  • Affrontare eventuali situazioni critiche, come una perdita di reddito o un aumento dei debiti.

Quando emergono nuove priorità o obiettivi

A volte gli obiettivi cambiano: un progetto imprenditoriale, un trasferimento all’estero o un desiderio di maggiore libertà finanziaria possono richiedere una revisione completa del piano. Un FPA garantisce che ogni nuova scelta sia supportata da una solida strategia.

Perché agire subito?

Indipendentemente dal momento, effettuare un Financial Plan Assessment è un passo decisivo per garantire la propria serenità finanziaria. Rimandare può comportare ritardi nel raggiungimento degli obiettivi o un’errata allocazione delle risorse. Ricorda: il momento migliore per iniziare è oggi. Consultare un Consulente Finanziario Certificato CFP® ti permetterà di affrontare ogni fase della vita con sicurezza e tranquillità.

Cos’è un Financial Plan Assessment e perché è importante affidarsi a un Consulente Finanziario Certificato CFP®

Cos’è un Financial Plan Assessment e perché è importante affidarsi a un Consulente Finanziario Certificato CFP®

Nell’attuale contesto economico, caratterizzato da incertezze e mercati in continua evoluzione, avere un piano finanziario ben strutturato è essenziale per garantire il raggiungimento degli obiettivi di vita personali e familiari. Tuttavia, creare e mantenere un piano finanziario efficace richiede competenze specifiche e un’analisi approfondita della propria situazione economica. È qui che entra in gioco il Financial Plan Assessment (FPA).

Che cos’è un Financial Plan Assessment?

Il Financial Plan Assessment è un processo di analisi e valutazione completa del proprio piano finanziario. Attraverso questo strumento, un consulente finanziario esamina e misura l’efficacia del piano rispetto agli obiettivi di breve, medio e lungo termine.

In concreto, un FPA si basa su tre pilastri principali:

  • Analisi della situazione attuale: Viene effettuata una fotografia dettagliata delle risorse finanziarie del cliente, comprese entrate, uscite, investimenti, risparmi e debiti.
  • Valutazione degli obiettivi finanziari: Si identificano e si analizzano gli obiettivi specifici (come acquistare una casa, finanziare l’istruzione dei figli, pianificare la pensione, ecc.), valutandone la fattibilità.
  • Individuazione delle lacune: Il consulente rileva eventuali criticità o discrepanze tra la situazione finanziaria attuale e gli obiettivi prefissati, suggerendo miglioramenti e strategie per colmare tali lacune.

Perché è importante il Financial Plan Assessment?

Un Financial Plan Assessment non è solo un esercizio teorico, ma rappresenta un passo fondamentale per:

  • Definire una strategia personalizzata. Ogni persona ha esigenze e obiettivi unici. Un FPA permette di costruire un piano su misura, allineato con le priorità personali e familiari.
  • Ottimizzare le risorse finanziarie. Una valutazione completa aiuta a capire come allocare in modo efficiente le risorse disponibili, evitando sprechi e migliorando i rendimenti.
  • Gestire i rischi finanziari. Identifica i rischi potenziali, come una copertura assicurativa insufficiente, una diversificazione inadeguata degli investimenti o un’eccessiva esposizione ai debiti.
  • Mantenere il controllo a lungo termine. Il Financial Plan Assessment fornisce una base solida per monitorare i progressi nel tempo, apportando eventuali modifiche quando cambiano le condizioni personali o di mercato.

Perché affidarsi a un Consulente Finanziario Certificato CFP®?

Affidare un Financial Plan Assessment a un consulente finanziario certificato CFP® (Certified Financial Planner) è una scelta strategica e intelligente. La certificazione CFP® rappresenta lo standard internazionale di eccellenza nella consulenza finanziaria e garantisce che il professionista:

  • Possieda competenze tecniche avanzate. I consulenti CFP® hanno una formazione approfondita che copre tutti gli aspetti della pianificazione finanziaria, inclusi investimenti, fiscalità, assicurazioni, previdenza e gestione patrimoniale.
  • Adotti un approccio etico e indipendente. I professionisti CFP® seguono un codice etico rigoroso e pongono gli interessi del cliente al centro del loro lavoro, assicurando una consulenza trasparente e obiettiva.
  • Offra soluzioni personalizzate. Un CFP® non propone soluzioni standardizzate, ma crea piani su misura basati sulle specifiche esigenze del cliente.
  • Garantisca un monitoraggio continuo. Il consulente CFP® non si limita a creare un piano, ma lo aggiorna regolarmente, aiutando il cliente a raggiungere i propri obiettivi anche in situazioni di mercato impreviste.

Quando è il momento giusto per fare un Financial Plan Assessment?

Un Financial Plan Assessment è utile in molteplici momenti della vita, come:

  • All’inizio della carriera lavorativa, per impostare un piano di risparmio e investimento;
  • Prima di grandi cambiamenti, come il matrimonio o la nascita di un figlio;
  • Quando si avvicina il momento della pensione;
  • In caso di modifiche significative al proprio reddito o patrimonio.

Più in generale, il Financial Plan Assessment è uno strumento che chiunque dovrebbe prendere in considerazione in ogni fase della vita per ottenere il massimo dal proprio patrimonio.

Conclusione

Il Financial Plan Assessment è uno strumento indispensabile per prendere il controllo del proprio futuro finanziario. Grazie a questa analisi dettagliata, è possibile creare un piano solido, ottimizzare le risorse e affrontare le sfide economiche con maggiore serenità.

Affidarsi a un Consulente Finanziario Certificato CFP® significa non solo ricevere una consulenza di alto livello, ma anche garantire che i propri obiettivi siano gestiti con la massima competenza e professionalità. Investire nella propria sicurezza finanziaria è un atto di responsabilità e lungimiranza: non aspettare, il momento migliore per iniziare è oggi.

Flat tax agevolata per impatriati: disponibile anche con rimborso

Flat tax agevolata per impatriati: disponibile anche con rimborso

Analizziamo una recente pronuncia della Corte di Cassazione (Ordinanza 34655/2024) sul regime fiscale agevolato per impatriati: Come richiedere il rimborso dell’agevolazione anche senza averla inizialmente applicata tramite il datore di lavoro, con riferimenti normativi e criticità legali.

Cosa ha stabilito la Cassazione sulla flat tax per impatriati?

Con l’Ordinanza 34655/2024, la Corte di Cassazione ha confermato che la mancata richiesta al datore di lavoro per l’applicazione del regime agevolato non preclude al contribuente di ottenere il rimborso autonomamente. L’unica conseguenza è l’impossibilità di utilizzare il sostituto d’imposta (il datore), non la decadenza dal diritto al beneficio.

Posso richiedere il rimborso se non ho coinvolto il datore di lavoro?

Sì. La Cassazione ha chiarito che il contribuente può presentare direttamente un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate per recuperare le somme non fruite tramite il datore, purché sussistano i requisiti per l’agevolazione (es. trasferimento in Italia, attività lavorativa, ecc.).

Cosa cambia con il comma 5-ter dell’articolo 16 Dlgs 147/2015?

Il comma 5-ter vieta il rimborso delle somme versate spontaneamente dal contribuente. Tuttavia, questa norma solleva dubbi di costituzionalità: se il versamento è stato effettuato per errore (es. mancata fruizione dell’agevolazione), potrebbe non configurarsi come “spontaneo” e quindi rimanere rimborsabile.

Cosa si intende per “emendabilità della dichiarazione”?

È un principio giurisprudenziale che consente al contribuente di correggere la dichiarazione dei redditi per richiedere agevolazioni non inizialmente fruite. La Cassazione ha ribadito che l’omissione iniziale non preclude il diritto a rettificare la posizione fiscale, coerentemente con questo principio.

Quali rischi comporta la nuova interpretazione del comma 5-ter?

Il rischio principale è un conflitto tra norme: da un lato, il diritto a correggere la dichiarazione; dall’altro, il divieto di rimborso per versamenti “spontanei”. La Cassazione non ha ancora risolto questa contraddizione, lasciando spazio a possibili controversie legali.

Come richiedere correttamente il rimborso?

Verificare i requisiti per l’agevolazione (es. residenza in Italia, tipologia di lavoro).

Presentare un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate, allegando documentazione che attesti il diritto al regime agevolato.

In caso di diniego, valutare un ricorso giudiziale, citando l’Ordinanza 34655/2024.

Conclusioni

La pronuncia della Cassazione offre nuove opportunità, ma richiede attenzione agli aggiornamenti normativi.

Gestione dei patrimoni: la sfida cruciale per garantire continuità e futuro della famiglia

Gestione dei patrimoni: la sfida cruciale per garantire continuità e futuro della famiglia.

Pianificare la successione patrimoniale è fondamentale per garantire che la ricchezza accumulata nel tempo venga preservata e trasmessa in modo efficiente alle generazioni future. Tuttavia, l’assenza di una pianificazione strategica, le dinamiche familiari complesse e l’evoluzione delle strutture familiari moderne possono creare sfide significative. In questa guida, rispondiamo alle domande più comuni legate alla pianificazione successoria, aiutandoti a comprendere gli strumenti e le strategie disponibili per proteggere il tuo patrimonio.

Perché è importante pianificare la successione patrimoniale?

La pianificazione successoria evita la dispersione della ricchezza nel tempo. Problemi comuni come la mancanza di comunicazione, di pianificazione e di allineamento sugli obiettivi finanziari possono portare a conflitti tra eredi e cattiva gestione dei beni. Inoltre, senza una strategia adeguata, aziende familiari, opere d’arte e investimenti rischiano di essere mal gestiti o persi.

Quali sono le sfide principali nella gestione della successione?

Le sfide più frequenti includono:

  • Incomunicabilità tra genitori e figli: Gli eredi spesso non mantengono il consulente finanziario dei genitori, complicando la continuità della gestione patrimoniale.
  • Famiglie moderne: Le leggi sulle successioni non riflettono adeguatamente le famiglie allargate, i conviventi e i divorziati, rendendo necessaria una pianificazione personalizzata.

Cos’è il trust e come può aiutare nella successione patrimoniale?

Il trust è uno strumento giuridico che consente di trasferire beni a un fiduciario, che li gestisce nell’interesse dei beneficiari designati. Grazie alla sua flessibilità e agli aggiornamenti normativi recenti, il trust può essere utile per:

  • Proteggere il patrimonio.
  • Ridurre l’impatto fiscale.
  • Assicurare una gestione strutturata dei beni nel tempo.

Perché è importante redigere un testamento?

Un testamento risolve potenziali conflitti tra eredi e assicura che i beni siano gestiti e distribuiti secondo le volontà del testatore. Il testamento olografo, scritto di proprio pugno, è una soluzione semplice ed efficace. Tuttavia, per evitare errori o lacune, è consigliabile affidarsi a un professionista.

Cosa si deve considerare nella redazione del testamento?

Il testamento deve essere equilibrato, tenendo conto delle differenze tra gli eredi e garantendo una distribuzione equa e funzionale del patrimonio. È essenziale considerare:

  • Le caratteristiche dei beni (es. aziende familiari, opere d’arte).
  • Le esigenze specifiche degli eredi.
  • Le implicazioni fiscali e legali.

Qual è il rischio di non pianificare adeguatamente la successione?

La mancata pianificazione può portare alla perdita di beni significativi e a conflitti tra gli eredi. Patrimoni complessi, come aziende familiari o investimenti, possono essere mal gestiti o venduti, compromettendo il valore generazionale della ricchezza.

Conclusione

Una pianificazione successoria ben strutturata è essenziale per proteggere il patrimonio e garantire una transizione senza intoppi alle generazioni future. Rivolgersi a un consulente finanziario indipendente può fare la differenza per ottenere una strategia personalizzata e conforme alle normative vigenti.

Perché il ‘fai da te’ negli investimenti spesso porta a risultati inferiori: l’analisi dei numeri

Perché il ‘fai da te’ negli investimenti spesso porta a risultati inferiori: l’analisi dei numeri

Quando si parla di investimenti, molti si affidano all’intuito o alle proprie conoscenze ritenendo di poter competere con i professionisti del settore. Eppure, numerosi studi – fra cui quelli condotti da Dalbar Inc. e JP Morgan – mostrano come l’investitore “fai-da-te” tenda a ottenere risultati significativamente inferiori rispetto a chi adotta strategie più strutturate.

Perché investire “fai-da-te” può portare a rendimenti inferiori nel lungo periodo?

Secondo un’analisi di Dalbar Inc. e di JP Morgan, l’investitore fai-da-te negli Stati Uniti ha ottenuto un rendimento annualizzato medio del 3,6% negli ultimi 20 anni. Sebbene questo dato superi l’inflazione media (2,2%), risulta più basso rispetto a strategie semplici come un portafoglio bilanciato 60/40 tra azioni e obbligazioni (7,4% annuo) o l’investimento nell’S&P 500 (fino al 9,4% annuo).

Quali sono i confronti di rendimento sulle diverse strategie d’investimento?

  • Fai-da-te: 3,6% annuo
  • Portafoglio bilanciato 60/40 (azioni/obbligazioni): 7,4% annuo
  • Investimento nel solo S&P 500: 9,4% annuo

I dati mostrano che, anche guardando a orizzonti di 30 anni, il risultato dell’investitore non professionista resta significativamente inferiore rispetto a strategie passive e a indici di riferimento.

Cosa causa il divario di rendimento tra chi fa da sé e chi usa strategie strutturate?

Il “gap di rendimento” è dovuto a diversi fattori:

  • Errori psicologici, come l’eccesso di fiducia e la paura irrazionale che spingono a comprare o vendere nei momenti meno opportuni.
  • Dinamiche oggettive del mercato: solo l’1,3% delle azioni ha generato la maggior parte della ricchezza globale tra il 1990 e il 2018, mentre gran parte dei titoli ha avuto rendimenti inferiori ai titoli di Stato.

Perché scegliere singoli titoli può essere rischioso?

Concentrarsi su singole azioni aumenta la probabilità di sottoperformare gli indici, poiché la maggioranza dei titoli non offre rendimenti all’altezza delle aspettative. Al contrario, una strategia diversificata – come l’investimento in un paniere più ampio o in ETF che replicano indici – riduce il rischio di mancare le poche azioni che effettivamente trainano il mercato.

In che modo un consulente finanziario indipendente può migliorare i rendimenti?

Un consulente finanziario indipendente aiuta a:

  • Limitare gli errori emotivi, guidando l’investitore in base a dati oggettivi e analisi mirate.
  • Strutturare un portafoglio bilanciato, che tenga conto delle esigenze e del profilo di rischio del cliente.
  • Evitare conflitti di interesse, poiché non è legato alla promozione di prodotti specifici.

Conclusioni

I numeri parlano chiaro: affidarsi a un approccio fai-da-te potrebbe sembrare conveniente, ma spesso porta a rendimenti più bassi sul lungo periodo. L’aiuto di un professionista – in particolare di un consulente finanziario indipendente – permette di adottare strategie più efficaci e di minimizzare gli errori determinati da emotività e scarsa conoscenza. Per informazioni su come strutturare un piano di investimento solido e duraturo, contattami.