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La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di smantellare l’architettura giuridica dei maxi-dazi voluti da Donald Trump non ha eliminato l’incertezza sui mercati globali. Al contrario, la successiva introduzione di un dazio universale temporaneo del 10% ha riaperto il fronte protezionistico e alimentato nuovi interrogativi su debito pubblico, valute e stabilità finanziaria. In questo contesto, il sistema resta esposto a diversi fattori di rischio: dal possibile impatto sui conti pubblici statunitensi – anche a causa dei potenziali rimborsi miliardari legati ai dazi illegittimi – fino alle tensioni sul mercato del credito privato e al cosiddetto “maturity wall” del debito Usa. La reazione dei mercati è stata articolata, con oscillazioni sul dollaro e sui Treasury e un crescente ricorso alla diversificazione da parte degli investitori. In uno scenario dominato da volatilità e incertezza geopolitica, la gestione del portafoglio richiede più che mai selettività, attenzione ai driver strutturali e un monitoraggio attento delle dinamiche tra azioni, obbligazioni e valute.

Ne ho parlato questa settimana su Plus24, l’inserto del Sole 24 Ore.

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