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Dossier Titoli: le insidie nei passaggi di proprietà agli eredi

Dossier Titoli: le insidie nei passaggi di proprietà agli eredi

Il passaggio di un dossier titoli agli eredi rappresenta una fase delicata, poiché coinvolge aspetti di natura legale, finanziaria e burocratica. Nel contesto della comunione ereditaria, i titoli rimangono in comproprietà tra gli eredi fino alla divisione dell’eredità, con conseguenti possibili complicazioni su liquidazioni, trasferimenti e gestione delle quote. Di seguito, troverai alcune tra le domande più ricorrenti

Cosa si intende per “comunione ereditaria” e come influisce sul dossier titoli?

La gestione del passaggio di un dossier titoli agli eredi può essere complessa proprio a causa della comunione ereditaria. Fino alla divisione dell’eredità, tutti i beni (inclusi i titoli finanziari) rimangono in comunione tra gli eredi, richiedendo consenso unanime per operazioni come liquidazioni o trasferimenti.

I crediti si dividono automaticamente tra gli eredi o restano in comunione?

Esistono due orientamenti interpretativi su questo punto:

  • Uno ritiene che i crediti (come i titoli finanziari) si dividano automaticamente tra gli eredi;
  • L’altro, prevalente, sostiene che i crediti vadano considerati parte della comunione ereditaria, per cui è necessario l’accordo tra tutti gli eredi per gestire o liquidare i titoli.

Perché alcuni titoli finanziari possono creare maggiori difficoltà nella successione?

Alcuni prodotti finanziari, come obbligazioni a lunga scadenza, titoli illiquidi o fondi di investimento non quotati, non sono facilmente liquidabili o trasferibili. In caso di titoli indivisibili, la vendita potrebbe essere obbligata, esponendo gli eredi a potenziali perdite dovute alla volatilità dei mercati. Inoltre, strumenti con vincoli temporali o normativi (ad esempio polizze o fondi a lungo termine) possono comportare penalità o ulteriori difficoltà operative.

In che modo la burocrazia può ostacolare il passaggio dei titoli agli eredi?

La banca richiede diversi documenti – fra cui certificati di morte, eredità e dichiarazione di successione – e l’assenza di uno di questi può bloccare ogni operazione. Alcuni eredi potrebbero preferire il trasferimento dei titoli invece della liquidazione, ma difficoltà tecniche o normative possono rendere inevitabile la vendita.

Quali sono gli adempimenti fiscali da considerare?

Gli aspetti fiscali rivestono un ruolo centrale: la banca può chiedere la prova dell’avvenuto pagamento delle imposte di successione prima di procedere con il trasferimento o la liquidazione. Per questo è fondamentale pianificare con attenzione, eventualmente avvalendosi di consulenti esperti.

Perché è importante una pianificazione attenta con il supporto di professionisti?

Data la complessità degli aspetti legali, finanziari e burocratici, è consigliabile pianificare attentamente e affidarsi a un professionista che possa supportare gli eredi nella gestione del dossier titoli, evitando ritardi, penalità e possibili litigi futuri.

Conclusioni

Il passaggio di un dossier titoli agli eredi richiede un’analisi approfondita della normativa, la conoscenza delle caratteristiche dei vari strumenti finanziari e la capacità di gestire le inevitabili questioni burocratiche e fiscali. È essenziale, dunque, affidarsi a un professionista qualificato per navigare con successo questa fase delicata. Contattami per ulteriori informazioni o per una consulenza personalizzata

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Truffe Online: Come Difendersi dalle Nuove Strategie di Inganno

Truffe online: come difendersi dalle nuove strategie di inganno

Con l’avanzamento dell’intelligenza artificiale e l’emergere di tecniche come i deep fake, le frodi digitali stanno diventando sempre più sofisticate. Queste includono falsificazioni realistiche, come finte videochiamate su piattaforme come WhatsApp, e altre forme di raggiri finanziari. Qui forniamo alcuni consigli pratici per riconoscere e prevenire frodi digitali, con particolare attenzione ai rischi legati al settore finanziario.

Che cos’è un deep fake e come può essere utilizzato nelle frodi online?

Un deep fake è una tecnica basata sull’intelligenza artificiale che consente di creare contenuti audiovisivi falsi, ma altamente realistici. Può essere usata per simulare videochiamate o messaggi apparentemente autentici, rendendo difficile distinguere tra realtà e falsificazione.

Come posso verificare una comunicazione ricevuta da una banca o un ente?

Non agire impulsivamente. Se ricevi una comunicazione sospetta:

  • Prenditi il tempo necessario per verificare la fonte.
  • Contatta direttamente l’ente o la banca utilizzando i contatti ufficiali disponibili sui loro siti web.
  • Evita di rispondere o cliccare su link provenienti da email o messaggi non verificati.

Quali sono i rischi legati al multitasking digitale?

Gestire simultaneamente molteplici strumenti digitali può aumentare il rischio di cadere vittima di frodi. Un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità multitasking può portare a distrazioni e a un minore controllo sulla sicurezza dei dati personali.

Perché gli anziani possono offrire un buon esempio contro le frodi online?

Gli anziani, spesso percepiti come più vulnerabili, tendono a dimostrare una sana diffidenza verso la tecnologia. Questo approccio cauto può essere utile per riconoscere e contrastare tentativi di raggiro, come richieste di informazioni o offerte sospette.

Come riconoscere offerte di investimento fraudolente?

Diffida di promesse di guadagni facili e veloci, specialmente se promosse via chat o social media da individui che sembrano affidabili. Molti investitori sono stati truffati da tali offerte ingannevoli. Verifica sempre le proposte con il supporto di un consulente finanziario indipendente.

Cosa fare se si riceve un link sospetto via email o SMS?

  • Non cliccare sul link.
  • Verifica l’identità del mittente, controllando l’indirizzo email o il numero di telefono.
  • Se il messaggio sembra provenire da una banca o da un’azienda, contatta direttamente il servizio clienti utilizzando i canali ufficiali.

Che cos’è lo spoofing e come difendersi?

Lo spoofing è una tecnica che simula numeri di telefono o email autentici per ingannare la vittima. Ad esempio:

  • I falsi dipendenti bancari possono chiamarti da numeri apparentemente reali.
  • Ricorda che i numeri verdi delle banche non effettuano chiamate attive.

Se ricevi una chiamata sospetta, chiudi immediatamente e contatta la banca per confermare.

È meglio utilizzare bonifici ordinari o istantanei?

Si consiglia di preferire bonifici ordinari, poiché offrono un margine di intervento in caso di errore o transazione fraudolenta. I bonifici istantanei, invece, non possono essere annullati una volta effettuati.

Qual è il miglior approccio per prevenire frodi online?

Agire con attenzione e diffidenza è la chiave. Verifica sempre l’identità di chi ti contatta, evita comportamenti impulsivi e adotta strumenti di protezione, come l’autenticazione a due fattori per i tuoi account online.

Conclusione

La consapevolezza è il primo passo per proteggersi dalle frodi digitali. Rimani vigile, diffida delle offerte troppo belle per essere vere e verifica sempre le comunicazioni sospette. Se hai dubbi, affidati a un esperto per una consulenza personalizzata.

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Successione e Indegnità – Chi rischia l’esclusione dall’eredità?

Successione e indegnità: chi rischia l’esclusione dall’eredità

L’indegnità a succedere è una causa di esclusione dall’eredità prevista dall’art. 463 del Codice Civile. Si applica a chi ha commesso atti gravemente lesivi nei confronti del defunto o dei suoi familiari stretti. A differenza dell’incapacità successoria, l’indegnità non impedisce di essere chiamati all’eredità, ma ne annulla l’acquisto tramite una sentenza giudiziale.

Chi può essere escluso dall’eredità per indegnità?

Può essere dichiarato indegno chi ha commesso atti gravi contro l’integrità fisica o morale del defunto o dei suoi parenti, oppure ha tentato di alterare la volontà testamentaria mediante falsificazione, distruzione o occultamento del testamento.

Chi può far valere l’indegnità e entro quanto tempo?

I successibili diretti, i loro legittimati e anche i creditori possono agire per far dichiarare l’indegnità del soggetto entro un termine di prescrizione decennale.

Quali sono le principali cause di indegnità a succedere?

Le cause principali sono:

  • Omicidio o tentato omicidio del defunto o di un suo familiare stretto.
  • Violenza, minaccia o frode per costringere il defunto a redigere, revocare o modificare un testamento.
  • Alterazione o occultamento di un testamento.
  • Decadenza dalla responsabilità genitoriale (art. 463 c.c. e L. 137/2005).

Cosa succede ai beni già ricevuti dall’indegno?

Se l’indegnità viene accertata, il soggetto perde i diritti ereditari e deve restituire i beni acquisiti e i frutti percepiti. Gli atti di ordinaria amministrazione restano validi, mentre quelli dispositivi gratuiti possono essere annullati, salvo tutela per i terzi in buona fede.

Come si può riabilitare un erede indegno?

L’indegno può essere riabilitato tramite un atto esplicito del defunto, che elimina gli effetti dell’indegnità.

La separazione con addebito esclude il coniuge dall’eredità?

Sì, il coniuge separato con addebito perde la capacità successoria nei confronti del defunto.

Cos’è la diseredazione e chi può essere escluso con questa modalità?

La diseredazione è un atto con cui il testatore esclude un erede dalla successione. È valida solo per gli eredi non legittimari e per i genitori decaduti dalla responsabilità genitoriale.

Affidarsi ad un consulente finanziario che si avvale di professionisti dedicati indipendente permette di fare la scelta migliore

Criptoattività sotto controllo: sanzioni UE sempre più severe

Criptoattività sotto controllo: sanzioni UE sempre più severe

Le criptoattività hanno acquisito un ruolo di primo piano nell’economia digitale, ma con la loro crescita aumentano anche le necessità di regolamentazione e controllo. L’Italia si è adeguata al regolamento UE Mica (Markets in Crypto-Assets) introducendo nuove disposizioni e un sistema sanzionatorio più rigoroso. Di seguito le domande più frequenti sui principali punti del D.lgs. 129/2024, in vigore dal 14 settembre.

Che cosa stabilisce il D.lgs. 129/2024 sui cripto asset e quando è entrato in vigore?

Con l’entrata in vigore del D.lgs. 129/2024, l’Italia adegua la propria normativa sui cripto asset al regolamento Ue Mica. Il decreto è entrato in vigore il 14 settembre e definisce il quadro giuridico per tutti gli operatori del settore, introducendo regole più severe a tutela dei consumatori e dell’integrità del mercato.

Cosa prevedono le disposizioni transitorie per chi è già iscritto nel registro OAM?

Il decreto stabilisce disposizioni transitorie fino al 30 giugno 2025 per i soggetti già iscritti nel registro dell’OAM (Organismo Agenti e Mediatori). Questi operatori potranno continuare a operare a condizione che presentino richiesta di autorizzazione entro la data prevista, così da adeguarsi alle nuove regole senza dover interrompere le proprie attività.

Quali sono le sanzioni penali introdotte per le violazioni più gravi?

Il D.lgs. 129/2024 introduce un rigoroso sistema sanzionatorio, tra cui sanzioni penali in caso di violazioni gravi. Un esempio è l’abusivismo finanziario, punito con:

  • Reclusione da sei mesi a quattro anni.
  • Multe da 2.066 a 10.329 euro

Sono previste anche sanzioni amministrative?

Sì, il decreto introduce sanzioni amministrative per un’ampia gamma di violazioni, con possibili aumenti in caso di vantaggio illecito. Per violazioni come l’abuso di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato, le sanzioni possono arrivare fino a cinque milioni di euro.

Chi è responsabile dell’irrogazione delle sanzioni?

La Banca d’Italia e la Consob sono competenti per l’irrogazione delle sanzioni, ognuna nell’ambito delle proprie aree di responsabilità. In caso di violazioni, possono anche emettere una dichiarazione pubblica per indicare la persona fisica o giuridica coinvolta e la natura dell’infrazione.

Come funziona il procedimento sanzionatorio e quali sono le possibilità di ricorso?

Il procedimento sanzionatorio segue le regole del Testo unico bancario (Tub) e prevede:

  • La possibilità di proporre ricorso in Corte d’Appello contro le sanzioni
  • L’obbligo per Banca d’Italia e Consob di segnalare le sanzioni all’ABE (Autorità Bancaria Europea) e all’AESFEM (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati)

Conclusioni

Il D.lgs. 129/2024 rappresenta un passo importante per garantire maggiore trasparenza e sicurezza nel mercato dei cripto asset. Chi opera o investe in questo settore deve tenere presenti le nuove disposizioni e i relativi rischi sanzionatori, specie alla luce dei poteri di controllo e intervento rafforzati in capo a Banca d’Italia e Consob. Contattami per informazioni più dettagliate e per un supporto professionale.

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Il risparmiatore consapevole: come analizzare le proposte di investimento della tua banca

Valutare le proposte di investimento può essere complesso, soprattutto per chi non ha familiarità con i mercati finanziari. È fondamentale avere una strategia chiara e strumenti adeguati per distinguere tra le opzioni disponibili e scegliere quelle più adatte alle proprie esigenze. Qui trovi una lista di argomenti da considerare. Conoscere queste informazioni ti aiuterà a prendere decisioni informate e a gestire i tuoi risparmi con maggiore sicurezza. Ricorda: il supporto di un consulente finanziario indipendente è essenziale per ottenere una visione imparziale e personalizzata. Per maggiori informazioni contattami

Quali obiettivi devo considerare prima di investire?

Definire gli obiettivi finanziari è il primo passo per valutare un investimento. Bisogna stabilire priorità, scadenze e valori da raggiungere. Ad esempio, chiediti: vuoi proteggere il capitale, ottenere un reddito regolare o far crescere il tuo patrimonio a lungo termine? L’orizzonte temporale e le esigenze specifiche guideranno la scelta delle proposte di investimento.

Come calcolo la mia capacità di risparmio?

Sapere quanto puoi risparmiare annualmente è cruciale per pianificare correttamente gli investimenti. Valuta le tue entrate, spese e eventuali imprevisti per determinare la somma destinabile agli investimenti senza compromettere la tua sicurezza finanziaria.

Perché è importante condividere i miei obiettivi con un consulente finanziario indipendente?

Condividere informazioni sui tuoi obiettivi finanziari e la tua propensione al rischio permette al consulente di offrirti soluzioni mirate. Questo aiuta a evitare proposte standardizzate e a creare un portafoglio personalizzato che rispecchi le tue esigenze.

Come riduco i rischi attraverso la diversificazione?

La diversificazione del portafoglio è una strategia fondamentale per ridurre i rischi. Ad esempio, un portafoglio ben bilanciato potrebbe includere azioni per obiettivi a lungo termine e obbligazioni o strumenti monetari per necessità a breve termine. Questo approccio protegge il tuo patrimonio da fluttuazioni improvvise.

Quanto sono importanti i costi associati agli investimenti?

I costi, come le commissioni, possono avere un impatto significativo sui rendimenti. È essenziale comprendere tutte le spese associate agli strumenti finanziari per evitare sorprese e valutare se il rendimento netto giustifica tali costi.

Come posso valutare le performance di un investimento?

Confrontare i rendimenti di un investimento con un benchmark o un ETF è un modo efficace per capire il valore della gestione attiva. Ad esempio, se un fondo gestito attivamente non supera costantemente un ETF simile, potrebbe non valere i costi aggiuntivi.

Perché diffidare di rendimenti elevati e garantiti?

Le promesse di rendimenti elevati e garantiti spesso nascondono rischi altrettanto alti o, nei peggiori casi, truffe. Un investimento realistico tiene conto del rapporto rischio/rendimento e offre una prospettiva trasparente.

Quanto è importante la liquidità di un investimento?

La liquidità indica quanto velocemente puoi convertire un investimento in denaro. Per esigenze immediate, prediligi strumenti facilmente liquidabili, come fondi monetari o obbligazioni a breve termine, evitando prodotti con vincoli prolungati.

Cos’è il Key Information Document (KID) e perché richiederlo?

Il KID è un documento essenziale che fornisce informazioni chiave sugli strumenti finanziari, come costi, rischi e rendimenti potenziali. Richiedilo sempre per confrontare diverse opzioni in modo chiaro e trasparente.

Quando è utile richiedere una seconda opinione?

Una seconda opinione da un consulente finanziario indipendente può offrire una prospettiva imparziale, aiutandoti a confrontare le proposte di investimento e a scegliere quella più adatta alle tue esigenze.

Essere informati è il primo passo per investire con consapevolezza e sicurezza. Rivolgersi a un consulente finanziario indipendente ti garantisce il supporto necessario per navigare un mercato complesso e ottenere il massimo dai tuoi investimenti.

10 motivi per scegliere un consulente finanziario indipendente

“Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai.

Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio.

Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.”

E’ forse una delle frasi più celebri del film Matrix (1999). Da un lato c’è il nostro mondo, così come lo conosciamo e lo viviamo, e dall’altro c’è un mondo, a noi sconosciuto, in grado di spiegarci più a fondo il funzionamento del nostro. 

Sebbene la similitudine con Matrix possa sembrare poco inerente, quando si tratta di gestire il proprio patrimonio, la scelta del consulente finanziario può fare la differenza. Aprire dunque gli occhi su ciò che fino adesso si è fatto e guardare ad un altro modo di gestire il proprio patrimonio.

La ricchezza degli italiani ammonta a quasi 5.600 miliardi di euro (dato 2023). Di questi, circa 840 miliardi sono gestiti con strumenti finanziari ed assicurativi dai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (ex promotori finanziari). 

Sebbene propongano solitamente soluzioni di investimento migliori rispetto ai loro colleghi bancari, è bene ricordare che sono professionisti remunerati in base alle masse gestite e ai prodotti collocati. Vivono cioè di provvigioni sui prodotti proposti ai propri clienti.

Più costoso è il prodotto sottoscritto dal cliente, maggiore sarà il loro guadagno.

La remunerazione, così concepita, genera inevitabilmente un conflitto di interessi tra loro ed il cliente. 

Ed è questo, forse, il motivo principale per cui solo il 23% degli 840 miliardi sopracitati, è rappresentato da strumenti finanziari definiti “risparmio amministrato”. Quelli cioè meno costosi per il cliente e meno redditizi per chi li propone.

Occorre evidenziare, che all’interno dei prodotti amministrati esiste una nicchia di strumenti finanziari rappresentata dai certificates (certificati). Oltre ad essere strumenti non adatti a tutti i risparmiatori e spesso venduti alla clientela in maniera indiscriminata, prevedono dei costi di sottoscrizione o collocamento a volte considerevoli. Costi non visibili o non percepiti dal sottoscrittore ma decisamente presenti.

Vediamo quindi 10 motivi per cui scegliere un consulente finanziario indipendente potrebbe rivelarsi una decisione migliore rispetto a un consulente finanziario abilitato all’offerta.

1. Indipendenza e assenza di conflitti di interesse

Perché scegliere un consulente finanziario indipendente?

I consulenti finanziari indipendenti operano senza avere rapporti con banche o reti commerciali e non hanno alcun interesse a collocare specifici strumenti finanziari. Questo consente loro di fornire consigli imparziali e personalizzati, basati esclusivamente sulle esigenze del cliente.

Un consulente finanziario indipendente potrà quindi consigliare lo strumento finanziario più efficiente disponibile sul mercato, senza essere limitato ai prodotti offerti da una singola banca.

Questo è possibile sia mantenendo i rapporti con la propria banca, sia scegliendo un diverso istituto che potrebbe anche offrire servizi e condizioni migliori.

2. Consulenza personalizzata e approccio su misura

Quali sono i vantaggi di rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente?

Un consulente finanziario indipendente elabora un piano finanziario personalizzato in base alle esigenze e agli obiettivi specifici del cliente, senza essere vincolato a modelli standardizzati imposti da banche o reti. Scevro da budget, incentivi e pressioni commerciali.

Se il tuo obiettivo è per esempio risparmiare per l’università dei tuoi figli, un consulente finanziario indipendente analizzerà la tua situazione finanziaria e svilupperà un piano su misura per raggiungere questo specifico scopo. Ed invece di consigliarti un prodotto convenzionale che risulti più vantaggioso per lui che per te, potrà indicarti le soluzioni più efficienti e quasi certamente, meno costose.

3. Trasparenza delle tariffe

Come viene pagato un consulente finanziario indipendente?

I consulenti finanziari indipendenti offrono una struttura a parcella trasparente, generalmente basata su una tariffa oraria od una percentuale sugli asset gestiti anziché su commissioni derivanti dalla promozione di prodotti finanziari.

Con un consulente finanziario indipendente, conoscerai esattamente il costo dei servizi, senza spiacevoli sorprese o spese aggiuntive legate alla promozione di specifici prodotti finanziari che spesso, e non troppo casualmente, si rivelano i più costosi per te e di conseguenza, i più redditizi per chi li propone. 

Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (ex promotore finanziario) è a tutti gli effetti equiparato ad un agente di commercio. Promuove quindi i prodotti collocati o distribuiti dalla banca o dalla rete per cui lavora. Tutto legato a provvigioni (front fee e management fee), budget ed incentivi. Tutte forme di remunerazione, più o meno trasparenti, che sarai tu a pagare, anche se spesso non ne sei consapevole.

A tal proposito, ricorda di leggere sempre con attenzione il Rendiconto degli oneri e dei costi che il tuo intermediario (banca o sim) deve obbligatoriamente inviare entro il 30 aprile di ogni anno. Sebbene il documento sia piuttosto nebuloso e non di facile lettura, potrai scoprire il reale costo dei tuoi investimenti e, soprattutto, che non esiste alcun pasto gratuito. Soprattutto nel mondo della finanza.

4. Libertà di scelta e ampiezza di opzioni

Quali strumenti finanziari consiglia un consulente finanziario indipendente?

Non esiste lo strumento ideale né quello adatto per tutti. Occorre comprendere le esigenze e gli obiettivi del cliente. In generale, comunque, i consulenti finanziari indipendenti possono consigliare tutti gli strumenti finanziari, fatto salva qualche particolare eccezione ed evitando quelli più costosi o, più precisamente, meno efficienti. In questo modo offre la possibilità di creare un valido portafoglio e soprattutto personalizzato. 

Un consulente finanziario indipendente potrà raccomandare, per esempio, ETP (Exchange Traded Products), singoli titoli azionari, obbligazioni governative, corporate e high yeld, certificati e, seppur più raramente, alcuni fondi comuni d’investimento di diritto italiano ed estero ed alcuni strumenti assicurativi. Inoltre, può fornire consulenza su investimenti immobiliari o alternativi, selezionando quelli che meglio si adattano alle tue necessità, desideri ed obiettivi.

È bene evidenziare che il consulente finanziario indipendente non vende prodotti ma offre consulenza.

5. Focus sulla pianificazione a lungo termine

Come pianificare a lungo termine con un consulente finanziario indipendente?

I consulenti finanziari indipendenti non rispondono solo a specifiche esigenze di breve periodo ma anche, e soprattutto, a quelle legate ad una pianificazione finanziaria di lungo termine, supportando i clienti nel raggiungimento di obiettivi come per esempio la pensione, l’acquisto di una casa, l’istruzione dei figli o la gestione del rischio familiare.

Un consulente finanziario indipendente potrà sviluppare un piano dettagliato che includa risparmio, investimenti, assicurazioni, immobili, strategie di ottimizzazione fiscale e pianificazione successoria, garantendo così una sicurezza finanziaria di lungo termine. 

Un processo che parte necessariamente da un’approfondita analisi della situazione patrimoniale esistente, unita alle esigenze e agli obiettivi del cliente. Solo dopo aver focalizzato quegli aspetti che incidono sulla vita personale e della propria famiglia, potrà essere elaborato un piano finanziario che accompagni le varie fasi dell’esistenza del cliente e che si evolvi continuamente seguendo gli eventi che caratterizzeranno il trascorrere della vita familiare. Anche in caso di imprevisti.

6. Visione globale del patrimonio

Quale visione deI patrimonio hanno i consulenti finanziari indipendenti?

I consulenti finanziari indipendenti hanno una visione globale del patrimonio del cliente. Possono gestire l’intero portafoglio finanziario anche se detenuto in più banche, garantendo così la corretta diversificazione nel suo complesso senza il rischio di sovraesposizione in determinate asset class, di concentrazione del rischio o di emittente. Questo permette di seguire un’unica strategia armoniosa, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi del cliente. 

Ad esempio, un consulente finanziario indipendente potrebbe consigliare uno strumento finanziario per recuperare delle minusvalenze che hai maturato in una banca, modificando l’asset allocation nelle altre banche per mantenere equilibrata la strategia di investimento iniziale. Questo è possibile solo perché ha una visione totale del tuo portafoglio. Inoltre, il consulente finanziario indipendente, tiene in considerazione anche i tuoi asset non finanziari. Tutto finalizzato alla gestione totale del tuo patrimonio.

7. Maggiore fiducia e relazione personale

Come trovare un consulente finanziario indipendente di fiducia?

Costruire una relazione di fiducia è fondamentale. I consulenti finanziari indipendenti lavorano a stretto contatto con i propri clienti, offrendo un servizio personalizzato e creando relazioni durature basate sulla fiducia, sulla professionalità e l’imparzialità. 

Avendo un numero inferiore di clienti rispetto ai consulenti di banche e reti (ex promotori finanziari) o di un dipendente di banca, un consulente finanziario indipendente può dedicare più tempo e attenzione a ciascun cliente, garantendo un supporto più approfondito e mirato. I consulenti finanziari indipendenti puoi trovarli nella sezione dei Consulenti Finanziari Autonomi (o Indipendenti) consultabile sull’Albo vigilato dall’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari (in breve OCF). Verifica la sua professionalità, il suo percorso formativo e le sue eventuali certificazioni.

8. Adattabilità e flessibilità

I consulenti finanziari indipendenti sono flessibili?

I consulenti finanziari indipendenti sono estremamente flessibili nel rispondere alle esigenze in evoluzione dei clienti, adattando le strategie di investimento e pianificazione in base alle circostanze personali e di mercato.

Se le tue circostanze cambiano, come per esempio una nuova opportunità di lavoro, un cambiamento familiare o un’eredità ricevuta, un consulente finanziario indipendente, non vincolato da budget o pressioni commerciali, può rapidamente rivedere e aggiornare il tuo piano finanziario affinché possa riflette al meglio le nuove condizioni.

9. Supporto nelle decisioni complesse

Come prendere decisioni finanziarie complesse?

Le decisioni finanziarie possono essere complicate, ma un consulente finanziario indipendente offre il supporto necessario per comprendere le varie opzioni disponibili e prendere decisioni informate.

Sia che tu debba pianificare la successione, gestire un’eredità o scegliere tra diversi investimenti, un consulente indipendente ti fornirà consulenza chiara e imparziale, aiutandoti a navigare attraverso le complessità finanziarie con sicurezza.

10. Servizi Integrati di pianificazione

Quali servizi offre un consulente finanziario indipendente?

Oltre alla gestione degli investimenti, i consulenti finanziari indipendenti offrono consulenze integrate che includono la gestione del rischio e la pianificazione assicurativa, la pianificazione fiscale, la pianificazione immobiliare, la gestione dei debiti, la pianificazione successoria oltre a consulenze per investimenti in arte, beni da collezione e di lusso o metalli preziosi.

Un consulente finanziario indipendente può per esempio aiutarti a ottimizzare la tua situazione fiscale, gestire il patrimonio familiare e pianificare il passaggio di beni alla prossima generazione, fornendo un approccio olistico alla tua situazione finanziaria.

Conclusione

Fino a pochi anni fa, il termine “consulente finanziario” era poco conosciuto. Esisteva il promotore finanziario, ovvero colui che promuoveva prodotti e servizi della banca o della rete per cui lavorava. Dal 2018, questa definizione è stata variata in “consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede”. 

Tuttavia, la struttura remunerativa per questa figura è rimasta invariata, basata cioè sulle provvigioni generate dai prodotti proposti, incentivi per collocare un prodotto piuttosto che un altro e premi per il raggiungimento di budget. Questi costi sono quasi sempre sostenuti dal cliente, spesso inconsapevole delle spese nascoste legate ai propri investimenti.

Sempre nel 2018 è stata riconosciuta dall’Albo dei Consulenti Finanziari (OCF) anche la figura del Consulente Finanziario Autonomo (o Indipendente).

Sebbene appartenenti allo stesso Albo e apparentemente simili, quella del Consulente Finanziario Abilitato all’Offerta Fuori Sede e del Consulente Finanziario Autonomo (o Indipendente) sono due professioni profondamente diverse tanto da essere divise in due sezioni dell’Albo ben distinte e separate.

A differenza dei consulenti legati a banche o reti, il consulente finanziario indipendente può offrire molti vantaggi, tra cui, forse i più importanti, trasparenza ed imparzialità. Un consulente finanziario indipendente è pagato direttamente da te con una parcella ben definita e chiara, senza costi nascosti, ma soprattutto lavora esclusivamente a tuo beneficio, senza conflitti di interesse con banche o compagnie assicurative e quindi senza pressioni commerciali.

Anche se da qualche tempo, alcune banche e reti, adottano un servizio di consulenza a pagamento, definita “evoluta”, si tratta di un servizio confinato nel perimetro dei prodotti collocati e distribuiti dalla banca. Un servizio ibrido che in alcuni casi, non fa altro che aumentare i costi per il cliente.

In definitiva, che tu voglia proteggere e valorizzare al meglio il tuo patrimonio oppure costruirne uno, con consigli imparziali e una strategia personalizzata, scegliere un consulente finanziario indipendente potrebbe essere la soluzione ideale per te.

Scissione asimmetrica: un’opportunità strategica per la pianificazione fiscale

Scissione asimmetrica: un’opportunità strategica per la pianificazione fiscale

La scissione asimmetrica è una strategia aziendale che permette la riorganizzazione del patrimonio societario, spesso utilizzata per passaggi generazionali o separazioni tra soci. Essa è regolata dal Codice Civile e soggetta a valutazioni fiscali specifiche.

Cos’è la scissione asimmetrica?

La scissione è un’operazione societaria disciplinata dagli artt. 2506 e 2506.1 del Codice Civile, attraverso la quale una società trasferisce parte o tutto il proprio patrimonio a una o più entità, che possono essere nuove o già esistenti. La scissione asimmetrica, prevista dall’art. 2506, comma 2, si verifica quando alcuni soci non ricevono partecipazioni nelle società beneficiarie, ma mantengono le loro quote nella società scissa. Tale operazione richiede il consenso unanime dei soci.

Quando è utile la scissione asimmetrica?

La scissione asimmetrica è utile in diversi scenari, tra cui:

  • Passaggi generazionali: facilita la suddivisione del patrimonio aziendale tra eredi, evitando conflitti.
  • Risoluzione di conflitti tra soci: permette la separazione tra rami familiari o soci con visioni divergenti sulla gestione aziendale.
  • Separazione patrimoniale: aiuta a riorganizzare gli asset aziendali senza interrompere l’attività.

Quali sono gli effetti fiscali della scissione asimmetrica?

Dal punto di vista fiscale, la scissione asimmetrica beneficia del principio di neutralità ai sensi dell’art. 173 del TUIR. Ciò significa che l’operazione non genera immediati obblighi fiscali, purché sia effettuata nel rispetto della normativa vigente e non abbia finalità elusive.

La scissione asimmetrica può essere considerata un abuso del diritto?

In passato, vi erano dubbi sulla possibilità che la scissione asimmetrica fosse considerata un’operazione elusiva. Oggi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che tali operazioni sono lecite se finalizzate a preservare l’integrità aziendale e non mirano esclusivamente a ottenere vantaggi fiscali indebiti. Se la scissione è realizzata senza valide ragioni economiche o aziendali e con il solo scopo di evitare imposte, può essere considerata un abuso e sanzionata.

Quali precauzioni adottare per evitare problemi fiscali?

Per evitare contestazioni fiscali, è consigliabile:

  • Documentare le motivazioni economiche e aziendali alla base della scissione.
  • Evitare operazioni prive di sostanza economica che potrebbero essere interpretate come elusive.
  • Consultare un consulente finanziario indipendente per valutare la corretta applicazione della normativa e garantire la conformità fiscale dell’operazione.

La scissione asimmetrica rappresenta un’opportunità strategica per la gestione aziendale e patrimoniale, purché venga eseguita nel rispetto della normativa. Affidarsi ad un consulente finanziario indipendente che si avvale di esperti dedicati, è essenziale per sfruttarne i benefici senza incorrere in rischi fiscali o sanzioni.

Arte, Whiskey e Design – Opportunità di Investimento nei Mercati di Nicchia

Arte, whiskey e design: opportunità di investimento nei mercati di nicchia

Negli ultimi anni, gli investimenti alternativi in beni di nicchia – come arte, auto d’epoca, gioielli e whiskey pregiati – stanno guadagnando sempre più popolarità, specialmente tra gli investitori facoltosi. Questi asset rappresentano una quota crescente nei portafogli, ma comportano costi e rischi significativi. Di seguito analizziamo le opportunità e le sfide legate a questi investimenti, sottolineando l’importanza di una pianificazione accurata e dell’assistenza di un consulente finanziario indipendente.

Quali opportunità offrono gli investimenti in beni alternativi come arte, auto d’epoca, gioielli e whiskey pregiati?

Gli investimenti alternativi permettono di diversificare il portafoglio oltre i tradizionali asset azionari e immobiliari. Nel 2022, un’indagine Deloitte ha stimato il valore di questi beni a 2.174 miliardi di dollari, e il settore è destinato a crescere ulteriormente. Tra questi, l’arte domina il mercato, con vendite di dipinti che nel 2023 hanno generato 65 miliardi di dollari, principalmente tramite rivenditori e aste.

osa sono i Global Passion Assets e quali sono i loro risultati recenti?

I Global Passion Assets comprendono investimenti in beni di lusso e di nicchia, come vini, whiskey, gioielli e orologi. Nel 2023, il giro d’affari di questo segmento ha raggiunto i 2,65 miliardi di dollari. Ad esempio, i whiskey pregiati hanno registrato una crescita del 280% negli ultimi 10 anni, anche se recentemente il loro valore ha subito una flessione.

Qual è il rendimento a lungo termine degli investimenti in arte?

Sul lungo periodo, l’arte può essere altamente redditizia. Un’analisi sui rendimenti a 20 anni delle opere dei 100 maggiori artisti ha evidenziato un rendimento del 5,8%. Questo risultato supera l’inflazione e il rendimento del mercato immobiliare italiano, sebbene sia inferiore rispetto al potenziale rendimento dell’azionario. È interessante notare che investimenti in opere d’arte contemporanea e post-bellica hanno performato meglio rispetto agli Old Masters.

Quali sono i principali rischi e costi associati agli investimenti nei mercati di nicchia?

Investire in beni alternativi richiede competenze specifiche, poiché i costi e i rischi possono essere elevati. In molti casi, il rendimento di questi investimenti non riesce a battere l’inflazione o i rendimenti di investimenti tradizionali come il mercato azionario o immobiliare. È fondamentale valutare attentamente le commissioni, la liquidità del mercato e le specifiche dinamiche di ogni settore.

Perché è importante affidarsi a un consulente finanziario indipendente per investimenti alternativi?

Un consulente finanziario indipendente offre un supporto personalizzato e imparziale, essenziale per navigare le complessità dei mercati di nicchia. Può aiutarti a definire obiettivi chiari, strutturare una strategia d’investimento diversificata e limitare i rischi, ottimizzando i rendimenti del tuo portafoglio.

Educazione Finanziaria a Scuola: Un’Iniziativa Apprezzata da Tutti

Educazione finanziaria a scuola: un’iniziativa apprezzata da tutti

La Legge 5 marzo 2024, n. 21 ha introdotto l’educazione finanziaria nei programmi scolastici italiani, integrandola nell’educazione civica per un totale di 33 ore annuali. Questo rappresenta un passo importante per migliorare le competenze finanziarie dei giovani e colmare il gap di alfabetizzazione finanziaria nel nostro Paese.

Che cos’è la Legge 5 marzo 2024, n. 21 e quali sono i suoi obiettivi?

La Legge 5 marzo 2024, n. 21 ha integrato l’educazione finanziaria nei programmi scolastici italiani come parte dell’educazione civica. L’obiettivo principale è fornire ai giovani competenze finanziarie di base e avanzate, aiutandoli a gestire consapevolmente le risorse economiche, comprendere i rischi e riconoscere le opportunità nel sistema economico.

Quante ore di educazione finanziaria sono previste nei programmi scolastici?

La legge prevede che le 33 ore annuali di educazione civica includano anche argomenti di educazione finanziaria. Questi saranno adattati all’età e al livello degli studenti.

Quali temi vengono trattati nell’educazione finanziaria per i più piccoli?

Per i bambini delle scuole primarie, i temi trattati includono:

  • La gestione della paghetta.
  • I concetti base di risparmio.
  • La protezione dalle truffe.

Quali argomenti di educazione finanziaria sono previsti per gli studenti delle scuole superiori?

Per i ragazzi delle scuole superiori, i temi si estendono a concetti più complessi, come:

  • Il rapporto rischio/rendimento.
  • I mercati finanziari e il loro funzionamento.
  • La gestione del denaro in situazioni più articolate.

Qual è l’opinione dei genitori sull’introduzione dell’educazione finanziaria nelle scuole?

Secondo un’indagine di Alleanza Assicurazioni e Bva Doxa:

  • L’80% dei genitori ritiene che l’educazione finanziaria possa avere un impatto positivo sui propri figli.
  • Solo il 12% dei genitori conosce bene la Legge 5 marzo 2024, mentre una parte significativa ha una conoscenza superficiale della normativa.

Cosa pensano gli insegnanti di questa iniziativa?

Anche gli insegnanti hanno accolto positivamente l’introduzione dell’educazione finanziaria nei programmi scolastici, riconoscendone l’importanza per preparare gli studenti ad affrontare le sfide economiche del futuro. Tuttavia, solo il 24% degli insegnanti conosce i dettagli della normativa.

Perché è importante l’educazione finanziaria nelle scuole?

L’educazione finanziaria è fondamentale per:

  • Ridurre il gap di alfabetizzazione finanziaria in Italia.
  • Preparare i giovani a prendere decisioni economiche consapevoli.
  • Promuovere una cultura finanziaria che favorisca la sicurezza economica a lungo termine.

Conclusione

L’introduzione dell’educazione finanziaria nei programmi scolastici rappresenta un passo importante per il futuro delle giovani generazioni. Sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare per aumentarne la conoscenza tra genitori e insegnanti, questa iniziativa offre una solida base per migliorare la consapevolezza economica e finanziaria dei cittadini italiani.

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Criptoattività: tassazione integrale sulle plusvalenze oltre i 2.000 Euro

Criptoattività: tassazione integrale sulle plusvalenze oltre i 2.000 Euro

Negli ultimi anni, il tema della tassazione delle criptoattività ha suscitato numerosi dubbi e interpretazioni contraddittorie. Con le recenti istruzioni al quadro RT del modello Redditi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito in modo definitivo l’aliquota e le modalità di calcolo delle plusvalenze su criptovalute e altri strumenti di questo tipo, ponendo particolare attenzione alla soglia dei 2.000 euro annui.

Dal 1° gennaio 2023, come sono tassate le plusvalenze da criptoattività oltre i 2.000 euro annui?

A partire dal 1° gennaio 2023, le plusvalenze derivanti dalla cessione, permuta o rimborso di criptoattività che superano i 2.000 euro annui sono interamente tassabili con un’aliquota del 26%. Le istruzioni al quadro RT del modello Redditi hanno confermato che tale importo non deve essere considerato come una franchigia, bensì come una semplice soglia oltre la quale l’intera plusvalenza diventa imponibile.

Quale normativa disciplina la tassazione delle plusvalenze su criptoattività?

Il riferimento normativo è dato dall’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies) del Tuir, secondo cui sono considerati redditi diversi tutte le plusvalenze e altri proventi derivanti da criptoattività, purché nell’anno superino complessivamente i 2.000 euro. Le nuove istruzioni al modello Redditi ribadiscono che, oltre questa soglia, il calcolo delle plusvalenze avviene senza alcuna riduzione.

Cosa dicono le istruzioni al quadro RT del modello Redditi sulle criptoattività?

Le istruzioni al quadro RT del modello Redditi specificano che, una volta superata la soglia annuale di 2.000 euro, l’eventuale plusvalenza derivante da qualsiasi operazione (cessione, permuta o rimborso) sarà soggetta al 26% di tassazione in maniera integrale. Questo chiarimento supera i dubbi emersi dalla circolare 30/E/2023, che in precedenza lasciava intendere un diverso trattamento.

In cosa consiste il superamento dei dubbi espressi nella circolare 30/E/2023?

La circolare 30/E/2023 aveva generato incertezza, poiché alcuni contribuivano a interpretare i 2.000 euro come una possibile franchigia o soglia esente. Le recenti istruzioni, invece, stabiliscono con chiarezza che la tassazione al 26% scatta sull’intero ammontare delle plusvalenze, non appena si supera il tetto di 2.000 euro annui complessivi, chiudendo definitivamente ogni ambiguità.

Come può cambiare la strategia degli investitori in criptoattività a fronte di questa novità fiscale?

Dato il nuovo quadro normativo, gli investitori con detenzioni limitate o con strategie a lungo periodo potrebbero prestare maggiore attenzione ai propri movimenti, per evitare di superare la soglia di 2.000 euro. In alcune situazioni, potrebbe diventare più rilevante gestire con cura la tempistica delle vendite o dei trasferimenti, per non incorrere in una tassazione integrale più pesante.

CONCLUSIONI

Le recenti istruzioni al quadro RT del modello Redditi chiudono definitivamente le incertezze in merito alla tassazione delle plusvalenze su criptoattività: superare i 2.000 euro nell’anno implica una tassazione al 26% su tutto l’importo guadagnato. Conoscere le regole e i riferimenti normativi – in particolare l’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies) del Tuir – è essenziale per chi opera nel mondo delle criptovalute, al fine di evitare sorprese e gestire in modo consapevole la propria posizione fiscale. Per una valutazione personalizzata e un approccio strategico alle tue criptoattività, contattami.

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