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Newsletter Settimanale

Aggiornamento settimanale sui mercati

Le newsletter disponibili in questa sezione sono liberamente consultabili e aggiornate al mese precedente. I contenuti fanno riferimento a fatti, dati ed eventi già trascorsi.
Gli aggiornamenti in tempo reale, le analisi personalizzate e le indicazioni operative sono riservati esclusivamente ai clienti che hanno sottoscritto un contratto di consulenza finanziaria.
Le informazioni pubblicate hanno carattere generale e non costituiscono in alcun modo una raccomandazione personalizzata né un invito a effettuare investimenti.

Settimana 22 Dicembre – 26 Dicembre 2025

La settimana festiva si apre in un contesto di apparente calma, ma con segnali di tensione latente che coinvolgono i principali blocchi economici globali, tra blackout statistici e manovre di politica monetaria strategica.

  • Inflazione USA e manovre della FED. Le lacune nell’ultimo dato inflazionistico statunitense alimentano il sospetto di una gestione accomodante volta a preparare il terreno per la prima riunione del 2026, mentre le numerose aste del Tesoro monitorano la tenuta della liquidità.
  • La crisi del modello industriale tedesco. Il DAX mostra una resilienza formale che contrasta con il declino strutturale dell’automotive e l’erosione del vantaggio competitivo energetico, spingendo il governo verso il reindirizzamento strategico via Deutschlandfonds e riarmo.
  • Rischi sistemici nel reddito fisso europeo. La forte esposizione delle assicurazioni tedesche a bond illiquidi e private credit, unita alla riforma pensionistica olandese dal 2026, minaccia di ridurre la domanda di bond ultra-long e innescare scenari di bear steepening.
  • La “Power War” tra USA e Cina. La competizione sull’intelligenza artificiale si sposta dai chip all’energia: Pechino consolida un vantaggio strutturale in capacità elettrica e costi, forzando gli Stati Uniti a puntare su infrastrutture domestiche e delocalizzazioni tattiche.
  • L’enigma della Bank of Japan. Il rialzo dei tassi ai massimi da 30 anni non ha scosso il carry trade, ma lo yen vicino a quota 160 e i rendimenti dei JGB a lungo termine segnalano un redde rationem soltanto rinviato alla primavera.

Settimana 15 Dicembre – 19 Dicembre 2025

La settimana è dominata dalla Bank of Japan, vero baricentro dell’agenda macro e monetaria globale, con riflessi immediati sullo yen e sui mercati obbligazionari che condizionano l’intero scenario degli asset rischiosi.

  • La Bank of Japan come snodo globale per la liquidità. La decisione sui tassi e il linguaggio utilizzato da Tokyo possono segnare la fine dell’eccezionalismo monetario giapponese, innescando una normalizzazione dai riflessi sistemici su carry trade, funding globale e pricing del rischio.
  • L’azionario come scommessa sulla permanenza di tassi bassi. Le valutazioni attuali incorporano un costo del capitale strutturalmente compresso piuttosto che una crescita eccezionale, con l’intelligenza artificiale che funge da moltiplicatore narrativo per giustificare multipli elevati spostando in avanti la redditività attesa.
  • La fragilità strutturale del debito pubblico statunitense. Il cuore del rischio non è la dimensione del debito ma la sua dipendenza da rifinanziamenti continui a brevissima scadenza, un “maturity wall” che rende il sistema estremamente sensibile a piccoli movimenti dei tassi e alla tenuta delle entrate legate al regime tariffario.
  • L’oro come assicurazione fiscale contro la sfiducia sovrana. Mentre l’argento riflette la volatilità della leva finanziaria e della liquidità di breve periodo, l’oro si muove in anticipo sul ciclo fiscale come protezione contro la perdita di credibilità dei debiti pubblici in uno scenario di tassi compressi per necessità.
  • Crypto e Forex come canali di trasmissione rapida delle tensioni. Le criptovalute si confermano asset a leva implicita dipendenti dalla liquidità marginale, pronti a liquidare non appena il costo del funding risale, mentre il rafforzamento dello yen agisce da amplificatore per il deleveraging globale.

Settimana 8 Dicembre – 12 Dicembre 2025

La settimana si apre in un clima di attesa per la riunione della Federal Reserve, con i mercati focalizzati sui dati macroeconomici globali necessari a decifrare le prossime mosse delle banche centrali.

  • Settimana pre-FED e navigazione al buio. L’agenda macro è densa di indicatori provenienti da Giappone, Cina ed Europa, utilizzati dagli operatori per calibrare le aspettative sui tassi d’interesse in un contesto di persistente incertezza sulla stabilità della liquidità globale.
  • Vulnerabilità dell’azionario e il caso OpenAI. Nonostante l’apparente ottimismo, settori come semiconduttori e banche mostrano segnali di surriscaldamento; il rapporto HSBC su OpenAI evidenzia un modello di crescita dai costi sproporzionati rispetto ai ricavi, mentre la FED potrebbe stimolare correzioni tecniche per riequilibrare i mercati monetari.
  • L’obbligazionario come mina antiuomo del sistema. La BIS e la Bank of England lanciano l’allarme sull’uso eccessivo dei titoli di Stato come collaterale per strategie di leva finanziaria, esponendo il sistema a rischi sistemici improvvisi, con il Regno Unito e la Germania in primo piano per l’aumento delle emissioni di debito.
  • Geopolitica delle valute e il messaggio a Pechino. La revoca delle sanzioni a Lukoil e l’emissione del “panda bond” russo rivelano la crescente dipendenza di Mosca dallo yuan; Washington agisce strategicamente per limitare l’influenza cinese, mentre le banche centrali accumulano oro per proteggersi dal rischio di congelamento dei capitali.
  • Weaponization delle materie prime e terre rare. La Cina consolida il controllo sulle catene di fornitura strategiche, preparandosi ad applicare all’Europa lo stesso schema di pressione imposto alla Russia, mentre gli USA ridisegnano le alleanze globali per contrastare l’egemonia tecnologica e difensiva di Pechino.

Settimana 1 Dicembre – 5 Dicembre 2025

La settimana si apre in un clima di incertezza macroeconomica, dominata dall’attesa per il rilascio dei dati sull’inflazione e sull’occupazione negli Stati Uniti, che potrebbero determinare le prossime mosse della Federal Reserve.

  • Lo shutdown statunitense e il “data freeze”. Il prolungato stallo politico negli USA continua a bloccare la pubblicazione di indicatori fondamentali, costringendo gli investitori a navigare a vista in un contesto di scarsa visibilità statistica.
  • L’Hindenburg Omen e i segnali di allarme azionario. Il riaccendersi di questo indicatore tecnico segnala forti tensioni sotto la superficie del rally azionario, con una breadth di mercato in contrazione e un McClellan Oscillator pesantemente negativo che suggeriscono prudenza.
  • La crisi di liquidità e il ruolo del TGA. Il conto del Tesoro presso la FED ha raggiunto livelli record, drenando liquidità dal sistema bancario e spingendo le riserve sotto la soglia di sicurezza, con potenziali rischi di bank run per gli istituti regionali.
  • Il deterioramento del credito e l’esposizione al CRE. L’aumento delle insolvenze nel settore immobiliare commerciale e l’abuso della contabilità “PIK” nel private credit mascherano un deterioramento strutturale che ricorda le dinamiche della crisi del 2008.
  • L’Europa tra crisi industriale e dipendenza energetica. Il collasso del settore chimico e automobilistico, unito ai bassi stoccaggi di gas in Germania, espone l’Eurozona a nuovi shock geopolitici e a una de-industrializzazione accelerata.
  • L’asse dollaro-yen e il futuro di Bitcoin. Il breakout tecnico dello yen mette a rischio i carry trade globali, mentre Bitcoin danza intorno a soglie critiche, indeciso tra il ruolo di bene rifugio digitale e asset ad alta volatilità.

Settimana 24 Novembre – 28 Novembre 2025

La settimana si apre in un clima di incertezza sistemica, con gli Stati Uniti paralizzati dal data freeze post-shutdown. La decisione del BLS di cancellare il CPI di ottobre e rinviare quello di novembre a metà dicembre priva i mercati della bussola inflattiva, trasformando la navigazione macroeconomica in una manovra al buio carica di volatilità latente.

  • Blackout Statistico USA: L’assenza di dati ufficiali sul costo della vita negli Stati Uniti non è solo un intoppo tecnico, ma uno strumento di pressione politica che costringe la FED a operare in un vuoto informativo, aumentando il rischio di errori di politica monetaria o di interventi d’emergenza “alla cieca”.
  • Focus Europeo e Stabilità: Mentre Washington tace, l’attenzione si sposta sulla Financial Stability Review della BCE e sull’indice IFO tedesco. La cascata di aste sovrane (Bund, BTP, BOT, BTF) mette alla prova la capacità di assorbimento del sistema interbancario in un momento in cui le riserve di liquidità restano sotto pressione.
  • Dinamiche Asiatiche: Le aste di lungo termine in Corea del Sud e Giappone, unite ai dati sull’inflazione australiana, fungono da proxy per la tenuta della domanda globale. Il monitoraggio dello Yen resta fondamentale per intercettare possibili shock derivanti dallo smobilizzo del carry trade.
  • Segnali Tecnici e Asset Alternativi: Si osserva con attenzione l’ampiezza di mercato e la tenuta dei supporti chiave per Bitcoin. In un regime di scarsità di dati hard, i mercati tendono a rifugiarsi in narrazioni istituzionali o in asset digitali percepiti come riserve di valore fuori dal circuito tradizionale.

Settimana 17 Novembre – 21 Novembre 2025

Con lo shutdown statunitense che prosegue oltre il primo mese, il regime di “data freeze” macroeconomico impone una navigazione a vista, interrotta solo dalla pubblicazione strategica del dato occupazionale di settembre prevista per il 20 novembre. In assenza di indicatori USA certi, l’analisi si sposta sulle dinamiche asiatiche ed europee e sulle manovre di liquidità del Tesoro.

  • Macro e Banche Centrali: Il focus è rivolto al PIL e alla produzione industriale del Giappone, oltre alle minute della RBA australiana. Si attende un “fuoco di fila” di interventi da parte dei membri del board FED (Waller, Kashkari, Williams, Jefferson), interpretati come segnali per un possibile cambio di rotta nella politica monetaria.
  • Liquidità e Debito: Il Tesoro USA accelera le emissioni di Bills a 3 e 6 mesi per gestire il fabbisogno in regime di shutdown. In Europa, la Francia prosegue con le aste di BTF, mentre si monitorano i dati sull’inflazione in Italia e Canada per valutare la tenuta dei consumi.
  • Geopolitica e Industria: La produzione automobilistica in Cina rimane l’indicatore chiave per misurare lo stato di salute della domanda globale e le tensioni sulle catene di fornitura, in un contesto di crescente frammentazione commerciale.
  • Segnali di Stress: L’attenzione resta alta sulla sostenibilità dei rendimenti obbligazionari giapponesi e sul rischio di rimpatrio di capitali che potrebbe destabilizzare i carry trades globali.

Settimana 10 Novembre – 14 Novembre 2025

La settimana è dominata dal record assoluto di durata dello shutdown statunitense, ormai divenuto leva politica e finanziaria per forzare la FED verso un nuovo ciclo di espansione monetaria. In un contesto di emissioni sovrane record, i mercati osservano il drenaggio di liquidità del Tesoro e le manovre di “caos creativo” necessarie a ridefinire gli equilibri globali.

  • Leva Shutdown: Il blocco federale funge da strumento per spingere la FED a riattivare il QE per arginare il fallout della bolla AI.
  • Disincanto Tech: Mentre OpenAI richiede garanzie federali sugli investimenti (socializzazione delle perdite), John Williams (FED NY) segnala un’espansione di bilancio imminente.
  • Vasi Comunicanti: Il calo del TGA e l’aumento delle riserve bancarie indicano manovre tattiche di rilascio liquidità via sussidi SNAP.
  • Caso UBS-Ponzi: La liquidazione di fondi O’Connor svela truffe su invoice factoring (First Brands Group), ricordando le dinamiche pre-2008.
  • Insolvenze CRE: Il tasso di default degli immobili commerciali ha superato i picchi della crisi subprime.
  • Debito Occulto: Meta ingegnerizza 30 miliardi di debito AI fuori bilancio tramite veicoli speciali (SPV), emulando i modelli Enron.
  • Provocazioni Diplomatiche: L’ospitata di Taiwan al Parlamento UE, mediata dall’IPAC, rischia di sabotare definitivamente l’accordo commerciale CAI con la Cina.
  • Autolesionismo UE: Il braccio di ferro su Nexperia e il blocco cinese delle terre rare accelerano la deindustrializzazione europea.
  • Bolla Nifty 50: Con una capitalizzazione al 150% del PIL e la rupia ai minimi storici, l’India affronta un rischio sistemico alimentato da un’esposizione retail estrema.

Settimana 3 Novembre – 7 Novembre 2025

Con lo shutdown statunitense entrato nel suo primo mese e il “data freeze” macro in corso, la newsletter analizza i segnali di erosione dei mercati e le strategie di difesa. Nel report di questa settimana:

  • Hindenburg Omen & Equity: Il rintocco di ottobre (17 e 30) e un McClellan Oscillator a -171 segnalano forti tensioni sotto la superficie del rally AI. Cresce il rischio di una correzione del 10% , con l’attenzione rivolta al collasso della breadth e al diamond pattern di Costco.
  • Obbligazionario & Liquidità: Rischio di “incidente controllato”. Il TGA sfiora il trilione di dollari drenando liquidità , mentre le riserve bancarie scendono sotto la soglia critica dei 3 trilioni. Il SOFR al 4,27% evoca la crisi repo del 2019.
  • Credit Deterioration: L’esposizione di 2 trilioni al Commercial Real Estate (CRE) e l’abuso del debito PIK (Payment-In-Kind) mascherano il deterioramento reale del credito nel settore del private credit.
  • Commodities & Geopolitica: L’Europa affronta uno shock industriale con stoccaggi gas tedeschi ai minimi dal 2021. L’accordo Trump-Jinping ridisegna i flussi globali via dazi e tariffe, isolando l’UE.+2
  • Forex & Crypto: La Golden Cross su USD/JPY minaccia la tenuta dei carry trades. Bitcoin orbita sui 108.000 dollari tra volatilità e ruolo di riserva digitale.

Settimana 27 ottobre – 31 ottobre 2025

La settimana finanziaria si apre in un contesto paradossale: mentre Wall Street festeggia un dato CPI di settembre apparentemente perfetto, lo shutdown federale USA impone un nuovo data freeze statistico. Ma il vero appuntamento è con la storia: nelle prossime 72 ore assisteremo a un “Rate Glut” senza precedenti, con le riunioni operative di quattro Banche Centrali (FED, BCE, BoJ e Bank of Canada).

In questo numero della Newsletter Mercati analizziamo cosa si nasconde dietro l’euforia degli indici e dove si stanno aprendo le vere crepe sistemiche. Ecco i temi chiave trattati nel report:

  • Macro & Banche Centrali: L’incognita BoJ dopo l’elezione della nuova premier giapponese e le attese sulla FED: fine anticipata del QT o semplice taglio dei tassi?
  • Liquidità: I segnali di stress sono evidenti. Il Reverse Repo è ai minimi e le riserve bancarie sono scese sotto la soglia critica dei 3 trilioni.
  • Obbligazionario & Private Credit: Mentre il Tech emette bond record (Oracle), il settore del credito privato mostra i primi crolli (casi EquipmentShare, Bridgevoice). Il rischio nascosto nei MM CLO (Middle Market Collateralized Loan Obligations) sta per esplodere?
  • Geopolitica & Materie Prime: Il paradosso europeo. La Germania cede know-how alla Cina per le terre rare mentre l’Europa lancia piani industriali senza fondi.
  • Forex: Il Carry Trade sullo Yen sta scricchiolando. L’aumento dei costi di hedging sta spingendo i capitali giapponesi al rimpatrio, prosciugando la liquidità in dollari globale.

Settimana 20 ottobre – 24 ottobre 2025

In una settimana segnata dal blackout dei dati macro USA, analizziamo i segnali contrastanti che arrivano dai mercati:

  • Macro: Cina protagonista con il piano quinquennale 2026-2030, mentre l’Europa attende i dati PMI e le parole di Lagarde.
  • Banche USA: Nuovi tremori nel settore regionale (caso Zion) hanno costretto i regolatori a un alleggerimento dei requisiti patrimoniali.
  • Opportunità: I Treasuries (TLT) mostrano segnali di breakout tecnico simili al 2018, mentre il petrolio sui minimi potrebbe offrire uno spunto contrarian.
  • Crypto: Settimana decisiva per Bitcoin, che deve difendere il supporto a 104.000 dollari per evitare un’inversione di trend.

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