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Pubblicato su Fare Network – Professionisti e imprese del Gruppo 24 Ore, questo articolo analizza i limiti della normativa MiFID II e il suo impatto sulla reale trasparenza dei costi per gli investitori. Massimiliano Silla, consulente finanziario indipendente, interviene per sottolineare come la complessità della rendicontazione e la scarsa conoscenza da parte dei risparmiatori stiano tradendo lo spirito originario della norma: rendere il cliente davvero consapevole delle proprie scelte finanziarie.

A sette anni dall’entrata in vigore della direttiva MiFID II, il principio di trasparenza nei rapporti tra intermediari e clienti appare ancora lontano dall’essere realizzato.
Come evidenzia Massimiliano Silla, consulente finanziario indipendente, solo il 36% dei risparmiatori è consapevole dell’esistenza del documento di rendicontazione e oltre il 60% incontra difficoltà anche solo nel reperirlo.
I rendiconti, spesso complessi e tecnici, non aiutano a comprendere i costi effettivi sostenuti, che in molti casi vengono ancora sottratti in modo poco visibile ai rendimenti.
Silla denuncia una trasparenza formale ma non sostanziale, dove la normativa è rispettata solo in apparenza, e invita a restituire al cliente la possibilità di compiere scelte informate e consapevoli.
L’articolo mette in luce anche il nodo dei conflitti di interesse tra produttori e intermediari, e la necessità di distinguere tra consulenza dipendente e consulenza indipendente per garantire una tutela reale al risparmiatore.

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