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Insights

Il Buffett Indicator: un termometro della Borsa

13/08/2025

Il Buffett Indicator: un termometro della Borsa

Massimiliano Silla

Quando Warren Buffett, considerato uno dei più grandi investitori di tutti i tempi, definì un certo rapporto tra Borsa ed economia “probabilmente il miglior indicatore singolo del livello di valutazione generale del mercato”, la comunità finanziaria lo battezzò Buffett Indicator.

Oggi questo indicatore è spesso citato da analisti e media come bussola per capire se il mercato azionario di un Paese — in particolare quello statunitense — sia gonfiato oltre misura o ancora in territorio di valore ragionevole.

Come si calcola

Il Buffett Indicator è la semplice divisione tra:

Capitalizzazione di mercato totale delle società quotate / PIL nominale del Paese

  • Capitalizzazione di mercato: la somma del valore di tutte le azioni quotate (negli USA si usa spesso il Wilshire 5000 come riferimento).
  • PIL nominale: il valore complessivo dei beni e servizi prodotti dal Paese in un anno, misurato ai prezzi correnti.

Il risultato si esprime in percentuale. Ad esempio, un rapporto del 120% significa che il valore totale delle società quotate è pari al 120% del PIL.

Come si interpreta

L’idea di Buffett è intuitiva: in un mercato “in equilibrio” il valore delle aziende quotate non dovrebbe discostarsi troppo dalla dimensione dell’economia reale che le sostiene.

Storicamente, per gli Stati Uniti, si è osservato che:

  • Sotto il 80–90% → mercato tendenzialmente sottovalutato
  • Tra il 90% e il 115% → valutazioni in linea con la media storica
  • Oltre il 130–150% → possibile sopravvalutazione e rischio di bolla

Alla data di scrittura di questo articolo, 13 agosto 2025, il Buffet Indicator è a 212,3%.

Valori molto elevati non garantiscono un imminente crollo, ma segnalano che il mercato sta “correndo” più velocemente dell’economia reale.

A cosa serve

Il Buffett Indicator non è uno strumento di trading rapido, ma un indicatore macro di lungo periodo. È utile per:

  • Avere un’idea generale di quanto il mercato sia caro o a buon prezzo.
  • Valutare il rischio di investire in una fase di euforia collettiva.
  • Confrontare cicli storici e individuare eccessi speculativi (come nel 2000 o nel 2021).

Peculiarità e criticità

Come ogni indicatore, anche questo ha limiti importanti:

  1. Globalizzazione: molte aziende generano gran parte dei ricavi all’estero, ma il PIL è domestico; ciò può gonfiare il rapporto.
  2. Tassi di interesse: in periodi di tassi molto bassi, i mercati tendono a sopportare multipli più alti, rendendo le soglie storiche meno affidabili.
  3. Inflazione: può alterare temporaneamente sia il PIL nominale sia la capitalizzazione di mercato.
  4. Tempistica: l’indicatore può restare “alto” per anni prima di una correzione significativa.

In sintesi

Il Buffett Indicator è come un termometro: non dice quando arriverà la febbre, ma segnala se il corpo — il mercato — sta scaldando troppo. È un utile punto di riferimento per capire il contesto generale in cui ci si muove, ma non sostituisce analisi più approfondite sui singoli titoli o settori.

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