Skip to main content

Insights

Argento: dal “fratello povero” dei metalli preziosi al fulcro delle rivoluzioni tecnologiche e geopolitiche

09/07/2025

Argento: dal “fratello povero” dei metalli preziosi al fulcro delle rivoluzioni tecnologiche e geopolitiche

Massimiliano Silla

Nel turbolento scenario economico globale odierno, l’argento sta rapidamente uscendo dall’ombra dell’oro per diventare uno degli asset più strategici e controversi al centro di dinamiche speculative, industriali e geopolitiche. Non è più solo materia prima per gioielli o oggetto di trading marginale sui mercati: l’argento sta diventando protagonista di un cambio di paradigma.

Un metallo, due nature: tra industria e finanza

A differenza dell’oro, che funge principalmente da riserva di valore e asset rifugio, l’argento ha una natura “dual use”, che lo rende essenziale tanto nel comparto industriale quanto in quello speculativo. Le sue proprietà fisiche – conduttività elettrica e termica, malleabilità, resistenza alla corrosione – lo rendono irrinunciabile per diversi settori:
Transizione energetica: è elemento chiave nella produzione di pannelli solari, dove rappresenta fino al 10% del costo dei materiali.
E-mobility: è presente in ogni veicolo elettrico, soprattutto nei circuiti e nei componenti elettronici.
High-tech: serve nella produzione di chip e semiconduttori, rendendolo cruciale per il comparto AI e digitale.

Il mercato sotto pressione: tra domande in crescita e supply limitata

La domanda industriale è in costante crescita e, secondo l’Silver Institute, ha raggiunto nel 2024 un massimo storico di oltre 600 milioni di once, trainata da energie rinnovabili, elettronica di consumo e investimenti in infrastrutture. Tuttavia, l’offerta non tiene il passo.

I principali produttori di argento (2024):

Messico (circa 200 milioni di once)
Cina
Perù
Cile
Australia

I principali importatori:

Stati Uniti
India
Germania
Giappone
Corea del Sud

Molti Paesi ad alta intensità tecnologica e industriale non dispongono di riserve minerarie, rendendo l’approvvigionamento vulnerabile a tensioni logistiche e geopolitiche.

Un mercato manipolato?

Come evidenziato nell’analisi pubblicata da Mauro Bottarelli, l’argento è anche uno dei mercati più manipolati del comparto derivati. Per anni, il prezzo spot è stato compresso artificialmente al di sotto della soglia “psicologica” dei 35 dollari per oncia, considerata una linea Maginot dalle bullion banks per evitare il “re-rating” strutturale dell’asset.

Oggi però, questa barriera è stata infranta: nelle ultime settimane si è registrato un breakout fino a 40 dollari l’oncia, alimentato dalla scarsità di titoli ETF da prestare per posizioni short e da una crescente posizione netta lunga sui future del COMEX. È la fine di una compressione durata decenni?

Geopolitica e narrativa emergente: la carta russa

Un altro elemento di distorsione del mercato è la crescente narrativa secondo cui la Russia starebbe accumulando argento per tamponare gli effetti delle sanzioni occidentali. Dopo aver annunciato nel settembre 2024 di voler diversificare le proprie riserve con metalli alternativi, tra cui proprio l’argento, oggi si punta il dito contro Mosca come presunto artefice del rally.

Il rischio è che si attivi la macchina sanzionatoria o regolatoria contro i mercati dei metalli, con restrizioni alle esportazioni, modifiche ai contratti futures e tentativi di ingegnerizzazione del prezzo. Tutto questo potrebbe però avere un effetto boomerang, spingendo gli investitori verso l’asset proprio a causa delle sue implicazioni “strategiche”.

Analisi storica dei prezzi: un trend ribassista in (possibile) inversione

Storicamente, l’argento ha avuto una volatilità ben maggiore dell’oro. Dopo aver toccato quasi 50 dollari l’oncia nel 2011, in scia alla crisi finanziaria globale e alla politica monetaria ultraespansiva, ha poi subito una lunga fase di ritracciamento.

Negli ultimi anni, tuttavia, la crescente consapevolezza del suo ruolo nell’economia “green” e nella tecnologia, unita a dinamiche di offerta e manipolazioni sempre più evidenti, ha riacceso l’interesse anche degli investitori istituzionali.

Prospettive future: tra nuove regolazioni e domanda esplosiva

Nel medio termine, l’argento potrebbe beneficiare di:
Crescita strutturale della domanda industriale, soprattutto da energia solare, EV e AI.
Tensioni geopolitiche che incentivano l’accumulo di riserve strategiche.
Riduzione delle scorte fisiche e difficoltà di esplorazione mineraria.
Debolezza strutturale delle valute fiat e ritorno alla domanda di asset reali.

Tuttavia, permangono rischi:
Volatilità estrema, spesso amplificata da leva finanziaria e operazioni sui derivati.
Manipolazioni sistemiche, che possono frenare il reale processo di “price discovery”.
Normative emergenziali, come restrizioni sugli ETF o controlli sulle esportazioni.

Conclusioni: un asset da monitorare, non solo per investitori

L’argento non è più solo un metallo prezioso secondario: è un termometro della transizione energetica, della fragilità sistemica dei mercati derivati e della nuova guerra fredda finanziaria. Per chi investe, rappresenta un’opportunità, ma anche un rischio elevato, da valutare attentamente all’interno di un portafoglio ben diversificato.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo:

Richiedi informazioni

Hai bisogno di una consulenza?