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Guide e approfondimenti

La settimana si apre in un clima di incertezza macroeconomica, dominata dall’attesa per il rilascio dei dati sull’inflazione e sull’occupazione negli Stati Uniti, che potrebbero determinare le prossime mosse della Federal Reserve.

  • Lo shutdown statunitense e il “data freeze”. Il prolungato stallo politico negli USA continua a bloccare la pubblicazione di indicatori fondamentali, costringendo gli investitori a navigare a vista in un contesto di scarsa visibilità statistica.
  • L’Hindenburg Omen e i segnali di allarme azionario. Il riaccendersi di questo indicatore tecnico segnala forti tensioni sotto la superficie del rally azionario, con una breadth di mercato in contrazione e un McClellan Oscillator pesantemente negativo che suggeriscono prudenza.
  • La crisi di liquidità e il ruolo del TGA. Il conto del Tesoro presso la FED ha raggiunto livelli record, drenando liquidità dal sistema bancario e spingendo le riserve sotto la soglia di sicurezza, con potenziali rischi di bank run per gli istituti regionali.
  • Il deterioramento del credito e l’esposizione al CRE. L’aumento delle insolvenze nel settore immobiliare commerciale e l’abuso della contabilità “PIK” nel private credit mascherano un deterioramento strutturale che ricorda le dinamiche della crisi del 2008.
  • L’Europa tra crisi industriale e dipendenza energetica. Il collasso del settore chimico e automobilistico, unito ai bassi stoccaggi di gas in Germania, espone l’Eurozona a nuovi shock geopolitici e a una de-industrializzazione accelerata.
  • L’asse dollaro-yen e il futuro di Bitcoin. Il breakout tecnico dello yen mette a rischio i carry trade globali, mentre Bitcoin danza intorno a soglie critiche, indeciso tra il ruolo di bene rifugio digitale e asset ad alta volatilità.
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