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Dall’Iran ai dazi, alla crisi del private credit: cosa attenderci dai mercati
I mercati degli Stati Uniti sono in una situazione di vulnerabilità. Il caso Blue Owl è l’ultimo allarme sul fronte dei private credit, mentre la decisione di bocciare i dazi commerciali imposti da Trump ha scatenato confusione sugli indici azionari, sul fronte valutario e fa tremare l’imponente montagna di debito pubblico. Come si deve muovere in questa situazione l’investitore? Ne parliamo con Alberto Claretta Assandri (responsabile regolamentazione finanziaria di A&O Shearman), Massimiliano Silla (consulente finanziario indipendente) e Alessio Garzone (Portfolio manager di Gamma Capital Markets).
Dazi. Bond,valute e fondi:così si protegge il portafoglio
La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di smantellare l’architettura giuridica dei maxi-dazi voluti da Donald Trump non ha eliminato l’incertezza sui mercati globali. Al contrario, la successiva introduzione di un dazio universale temporaneo del 10% ha riaperto il fronte protezionistico e alimentato nuovi interrogativi su debito pubblico, valute e stabilità finanziaria. In questo contesto, il sistema resta esposto a diversi fattori di rischio: dal possibile impatto sui conti pubblici statunitensi – anche a causa dei potenziali rimborsi miliardari legati ai dazi illegittimi – fino alle tensioni sul mercato del credito privato e al cosiddetto “maturity wall” del debito Usa. La reazione dei mercati è stata articolata, con oscillazioni sul dollaro e sui Treasury e un crescente ricorso alla diversificazione da parte degli investitori. In uno scenario dominato da volatilità e incertezza geopolitica, la gestione del portafoglio richiede più che mai selettività, attenzione ai driver strutturali e un monitoraggio attento delle dinamiche tra azioni, obbligazioni e valute.
Ne ho parlato questa settimana su Plus24, l’inserto del Sole 24 Ore.
Private Credit & Shadow Banking: ciò che le crepe stanno iniziando a mostrare
L’espansione del private credit e del più ampio universo della Non-Bank Financial Intermediation (NBFI) ha raggiunto dimensioni sistemiche, superando nel 2024 la soglia dei 256.800 miliardi di dollari. Se da un lato il Basel III Endgame ha reso il sistema bancario tradizionale più solido, dall’altro ha innescato una risk migration: il rischio non è sparito, ma si è spostato verso veicoli non vigilati, meno trasparenti e caratterizzati da leve finanziarie elevate.In questo scenario, emergono tre fragilità strutturali critiche: una regolamentazione meno stringente, l’uso di leva multilivello e l’intrinseca illiquidità degli asset. Il settore del Commercial Real Estate (CRE) rappresenta oggi l’anello più debole, con tassi di sfitto record e crescenti difficoltà di rifinanziamento che potrebbero propagarsi lungo l’intero ecosistema finanziario.Per gli investitori, la sfida dei prossimi anni risiederà nel saper distinguere il rendimento reale dai rischi occulti dello shadow banking. È fondamentale analizzare i livelli di leva complessiva e diffidare di promesse di liquidità frequente su portafogli strutturalmente illiquidi.
Sui titoli di Stato occorre puntare ancora con estrema prudenza
Le recenti intese commerciali tra India, Stati Uniti e Unione Europea hanno contribuito a migliorare il sentiment sul fronte azionario, con benefici immediati per i settori maggiormente orientati all’export. Sul piano obbligazionario, tuttavia, il quadro resta più complesso: il rinvio deciso da Bloomberg Index Services dell’inclusione dei G-Sec nel Bloomberg Global Aggregate Index ha raffreddato le attese di afflussi esteri (stimati tra 10 e 25 miliardi di dollari) e ha generato un aumento dei rendimenti del decennale.
In questa fase, i G-Sec possono essere valutati solo all’interno di strategie emergenti ampiatamente diversificate per Paese e scadenza. I prossimi mesi saranno determinanti per due ragioni: la definizione operativa dell’accordo commerciale USA–India e le decisioni degli index provider sul percorso di indicizzazione dei bond indiani nei benchmark globali.
Ne ho parlato questa settimana su Plus24, l’inserto del Sole 24 Ore.
Giappone. Carry trade, bond e yen le nuove sfide per Takaichi
I mercati guardano al Giappone con un misto di entusiasmo e inquietudine. Nell’articolo di Plus24 intervengo per analizzare un punto chiave: la combinazione tra espansione fiscale, tassi in rialzo e yen volatile sta irrigidendo la curva dei rendimenti e aumentando il rischio di chiusure forzate dei carry trade. Con i JGB sopra il 2% e possibili nuovi rialzi BoJ, cresce anche la pressione sui bond occidentali. In uno scenario così instabile, la gestione del rischio valutario torna centrale per chi investe in asset nipponici.
Titoli di Stato. Sui bond 2026 l’ombra dei fondi speculativi
Nel 2026 il mercato dei titoli di Stato dovrà assorbire volumi record di emissioni, mentre cresce la leva utilizzata dagli hedge fund nei basis trade su Treasury, Gilt e Bund—una combinazione che può amplificare ogni shock sui tassi. Nell’articolo di Plus24 intervengo per evidenziare il nodo centrale: non conta solo quanto debito verrà emesso, ma la capacità del mercato di rifinanziarlo in un contesto di minore liquidità e supporto delle banche centrali. Ne deriva un messaggio chiaro per gli investitori: prudenza sulla duration e attenzione alla stabilità degli emittenti.
Dopo la Fed. Meglio Treasury dai 5 ai 10 anni. Pressione sugli asset illiquidi del private credit
Dopo il taglio dei tassi Fed e lo stop al Quantitative Tightening, i Treasury Usa a 5–10 anni tornano centrali nei portafogli. Crescono invece i rischi sugli asset illiquidi, dal private credit alle banche regionali, in un contesto di liquidità strutturalmente fragile e debito sempre più sotto osservazione.
Ne ho parlato questa settimana su Plus24, l’inserto del Sole 24 Ore.
Meglio BTP a breve o lungo termine? Il mio punto di vista su Il Sole 24 Ore
Come muoversi oggi nel mercato obbligazionario? Ne ho parlato questa settimana su Plus24, l’inserto del Sole 24 Ore.
Se i rendimenti a breve termine hanno già scontato gran parte dei tagli dei tassi, la vera sfida è bilanciare rendimento e rischio. Nell’articolo sottolineo come, sebbene la dinamica dello spread sia favorevole, il BTP rappresenti pur sempre un rischio specifico (“rischio Paese”). Per questo motivo, la mia raccomandazione per una gestione equilibrata è di mantenere questa asset class entro il 10-15% del portafoglio
Due Partner tra gli “Opinion Reader” de Il Sole 24 Ore. Massimiliano Silla tra i protagonisti della campagna per i 160 anni del quotidiano economico
Il Sole 24 Ore celebra i suoi 160 anni con una grande campagna dedicata ai suoi lettori più rappresentativi: gli “Opinion Reader”. Tra gli otto protagonisti scelti a livello nazionale figura Massimiliano Silla, consulente finanziario indipendente e Business Partner del Network Partner 24 ORE, riconosciuto per la sua autorevolezza e il contributo alla diffusione di una cultura finanziaria etica e consapevole.
MiFID II: la trasparenza tradita. Quando i costi restano nascosti ai risparmiatori
Pubblicato su Fare Network – Professionisti e imprese del Gruppo 24 Ore, questo articolo analizza i limiti della normativa MiFID II e il suo impatto sulla reale trasparenza dei costi per gli investitori. Massimiliano Silla, consulente finanziario indipendente, interviene per sottolineare come la complessità della rendicontazione e la scarsa conoscenza da parte dei risparmiatori stiano tradendo lo spirito originario della norma: rendere il cliente davvero consapevole delle proprie scelte finanziarie.