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Fear & Greed Index: leggere il sentiment di mercato per decisioni di investimento più consapevoli
19/09/2025
Fear & Greed Index: leggere il sentiment di mercato per decisioni di investimento più consapevoli
Massimiliano Silla
Il Fear & Greed Index è un indicatore composito sviluppato da CNN Business che sintetizza in un singolo valore l’orientamento emotivo degli investitori, misurando quanto la paura o l’avidità dominino il mercato azionario statunitense. L’indice varia da 0 a 100: punteggi bassi segnalano condizioni di “paura estrema”, mentre valori elevati indicano “avidità estrema”. Al momento della scrittura di questo articolo, la lettura è intorno a quota 61, un livello che descrive un sentiment di Greed (Avidità), con una discreta propensione al rischio.
La costruzione del Fear & Greed Index è basata su sette sotto-indicatori, ognuno dei quali rappresenta un aspetto diverso della propensione al rischio e della struttura di mercato:
- Momentum: misura la distanza tra l’S&P 500 e la sua media mobile a 125 giorni. Un indice sopra la media suggerisce ottimismo e potenziale eccesso di acquisti.
- Forza dei titoli: calcola la percentuale di azioni dell’S&P 500 che segnano nuovi massimi o minimi a 52 settimane, evidenziando la partecipazione diffusa o meno ai movimenti rialzisti.
- Ampiezza di mercato (Breadth): analizza il volume delle azioni in rialzo rispetto a quelle in ribasso. Una breadth ampia indica fiducia diffusa.
- Opzioni put/call: il rapporto tra opzioni di protezione (put) e di acquisto (call) fotografa il livello di copertura e, di riflesso, la paura o l’avidità degli operatori.
- Volatilità (VIX): un VIX basso riflette compiacenza e tranquillità; un VIX elevato segnala tensione e avversione al rischio.
- Domanda di asset rifugio: confronta il rendimento delle obbligazioni investment grade con quello delle azioni, valutando la fuga verso i Treasury nei momenti di stress.
- Spread high yield vs. investment grade: un allargamento dello spread tra obbligazioni speculative e di qualità indica crescente percezione del rischio di credito.
Ciascuno di questi fattori viene normalizzato su una scala storica e combinato in modo ponderato per produrre un punteggio unico. La logica è che i mercati non sono mossi solo da dati fondamentali ma anche da reazioni emotive collettive che, se misurate, possono fornire spunti contrarian.
Dal punto di vista operativo, il Fear & Greed Index non è un segnale di trading meccanico, bensì un indicatore di sentiment da integrare in una più ampia analisi macroeconomica e fondamentale. Per esempio, livelli di “paura estrema” (0–25) spesso coincidono con fasi di eccesso ribassista e possono offrire opportunità per investitori con orizzonte di medio-lungo termine, purché supportate da valutazioni fondamentali e condizioni di liquidità adeguate. Viceversa, quando l’indice segnala “avidità estrema” (75–100), il mercato tende a prezzare scenari ottimistici al limite della sostenibilità: in queste fasi la disciplina nella gestione del rischio e il riequilibrio del portafoglio assumono particolare importanza.
Per i consulenti finanziari, utilizzare il Fear & Greed Index significa contestualizzare le scelte dei clienti. Non si tratta di suggerire market timing, ma di spiegare perché il sentiment collettivo può amplificare i movimenti dei prezzi e influenzare le percezioni di rischio. In periodi di volatilità, questo strumento aiuta a mantenere il dialogo con l’investitore ancorato a dati misurabili, evidenziando che la volatilità non è solo minaccia ma anche occasione di ingresso se inserita in una strategia disciplinata e ben diversificata.
In definitiva, il Fear & Greed Index rappresenta una lente utile per interpretare le dinamiche di mercato: un compendio di indicatori tecnici e di flussi che, pur non avendo valore predittivo assoluto, offre una fotografia istantanea dell’equilibrio tra paura e avidità, due forze che da sempre alimentano i cicli finanziari.