Negli ultimi anni, il termine terre rare è entrato nel lessico di chi si occupa di economia, geopolitica e investimenti. Ma cosa sono esattamente le terre rare? Perché rappresentano un asset strategico cruciale nel contesto globale? E in che modo possono influenzare le scelte degli investitori?
Con terre rare si indica un gruppo di 17 elementi chimici: i 15 lantanidi della tavola periodica, più scandio e ittrio. Nonostante il nome, questi metalli non sono necessariamente “rari” in senso assoluto: alcuni sono relativamente abbondanti nella crosta terrestre. Tuttavia, si trovano spesso in concentrazioni molto basse e sono difficili da estrarre e separare, il che ne rende costoso e complesso l’approvvigionamento.
Questi elementi possiedono proprietà uniche – magnetiche, catalitiche, ottiche – che li rendono fondamentali per numerose tecnologie moderne.
Le terre rare sono diventate indispensabili per molti settori industriali. Alcuni esempi chiave:
Senza terre rare, molte delle tecnologie su cui si fonda la transizione energetica (e l’economia digitale) sarebbero impossibili da produrre.
La produzione e la lavorazione delle terre rare sono altamente concentrate. Oltre il 60% dell’estrazione mondiale e oltre l’80% della raffinazione avvengono in Cina. Questo squilibrio ha dato a Pechino un potere strategico enorme.
In diversi momenti, la Cina ha minacciato – o effettivamente imposto – restrizioni all’export come strumento di pressione diplomatica. Il caso più noto è del 2010, quando interruppe le forniture al Giappone durante una disputa territoriale.
Negli ultimi anni, Stati Uniti, Unione Europea e altri Paesi hanno iniziato a reagire, investendo in filiere alternative (Australia, Canada, Africa) e in tecnologie per il riciclo o la sostituzione parziale delle terre rare. Tuttavia, creare una supply chain indipendente richiederà anni.
Dal punto di vista degli investimenti, le terre rare rappresentano una leva strategica sia per il rischio che per l’opportunità.
In un contesto di crescente tensione geopolitica e di transizione energetica accelerata, la gestione strategica delle terre rare diventa un fattore critico anche per le politiche industriali e monetarie dei Paesi avanzati.
Le terre rare sono molto più di una curiosità da laboratorio: rappresentano la spina dorsale invisibile dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità. Per chi opera nella consulenza finanziaria, monitorare l’evoluzione di questo settore – e le sue implicazioni geopolitiche – è essenziale per comprendere i rischi emergenti e identificare nuove opportunità d’investimento.
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